Sul nuovo ad di Ama è già polemica, accompagnerà l’azienda al fallimento?

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Sarà Alessandro Solidoro, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano ed esperto di crisi aziendali, a guidare l’Ama di Roma

L’incertezza a Roma regna sovrana e l’emergenza rifiuti è sempre più preoccupante: la città continua ad essere sporca e i cassonetti pieni. In questo clima di incertezza arrivano anche le dimissioni, già annunciate, del presidente ed ad di Ama Daniele Fortini. Coinvolto in una guerra di dossier con l’assessora Paola Muraro ha deciso di lasciare il suo posto: “Me ne andrò e saremo contenti in due, io e Cerroni“, ha detto ironico suggerendo maliziosamente il possibile scenario del “dopo di lui”.

Al suo posto Alessandro Solidoro, già presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano, proposto e votato  in Commissione Ambiente dal M5S come Amministratore unico della municipalizzata romana.

In realtà, i consiglieri di minoranza hanno avuto ben poco da scegliere visto che il curriculum di Solidoro era l’unico all’esame. Ma su questo il presidente della commissione Daniele Diaco ha una spiegazione: “Il curriculum unico che vi è stato sottoposto è dovuto all’efficienza del M5S nel rispondere all’esigenza dei cittadini”. Nessun timore quindi, i grillini hanno scelto il miglior candidato possibile (si spera se ne ricordino i cittadini nel giudicare il suo operato, nel bene e nel male).

All’amministratore unico di Ama, ha poi spiegato Diaco, verrà affiancato un direttore generale esperto nei temi specifici e nella gestione del ciclo dei rifiuti: “Alla sua selezione si arriverà al più presto. Roma non può aspettare”.

Si è arrivati alla nomina di Solidoro dopo un accesissimo dibattito, con sette voti favorevoli da parte dei commissari pentastellati e quattro contrari da parte di Forza Italia, Fratelli d’Italia e dei due commissari Pd.  “Io mi sarei voluto astenere – ha detto Davide Bordoni di Forza Italia – nell’idea di dare comunque una chance a questa persona, però sono costretto a votare contro perché non ho avuto risposte sul tema della procedura seguita per la selezione di questa figura e sul curriculum unico che ci troviamo sul tavolo, perché mi sarei aspettato una rosa di professionisti tra i quali scegliere”.

Ma non è il solo problema, legato al nome di Solidoro. “Ci state promuovendo una persona esperta di fallimenti – ha rincarato il consigliere Fdi Andrea De Priamolo fate perché volete dismettere Ama? Oppure per risanare anche il milione di euro pagati in consulenze alla vostra assessore all’Ambiente Paola Muraro?”. Anche Valeria Baglio del Pd si pone la stessa domanda: “È un profilo molto elevato quello di Solidoro, ma non vedo un’esperienza specifica sui rifiuti. Mi chiedo quale piano industriale vorrà attuare, quella della sua liquidazione?“.

Secca la risposta di Diaco: “Ama di fatto è già fallita, con 600 milioni di euro buco e questa è la motivazione per prendere una persona esperta di aziende in crisi. I romani ci hanno voluto qui per risanarla”. E speriamo che questo voglia dire anche riuscire a togliere le tonnellate di rifiuti che appestano le vie della Capitale ma per questo, come si è detto, bisognerà aspettare ancora. Almeno fino alla nomina del nuovo Direttore generale.

Soltanto ieri anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, durante il question time alla Camera, aveva esortato la neo sindaca Virginia Raggi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ad “usare gli strumenti di legge per uscire dall’emergenza”. Il rischio che si corre, oltre all’emergenza rifiuti, è quello di “esporre la Regione all’infrazione comunitaria” con multe salatissime che poi ricadranno sui contribuenti. Galletti, quindi, si dice “disponibile nell’immediato” e precisa ” una disponibilità che il sindaco Raggi non potrà pretendere quando sarà troppo tardi”. Ma il ministro striglia anche il governatore del Lazio: “la Regione deve controllare la corretta operatività di tutti gli impianti a servizio di Roma Capitale” e sottolinea che “il conferimento in discarica non può essere più la soluzione, così come non può rappresentare una risposta di sistema far viaggiare all’estero i rifiuti capitolini”. Da Zingaretti la rassicurazione che la Regione ha già avviato le procedure di controllo e che i risultati arriveranno nel giro di pochi giorni. Già nel pomeriggio la sindaca e governatore si sono visti in Regione per un incontro a porte chiuse definito “istituzionale”, ma nel quale è l’emergenza rifiuti è stato il tema principale dell’incontro.

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