Sui diritti civili bisogna seguire i principi di giustizia non la propaganda

Diritti umani
SvegliaItalia

La Legge Cirinnà è condivisa dalla stragrande maggioranza dei Senatori del M5S, perché lasciare libertà di coscienza?

Fermi tutti. Fermiamoci un attimo e chi ha più ha cervello ce lo metta. Grillo con la sua dichiarazione sulla libertà di coscienza sulla legge Cirinnà, non ha fatto altro che registrare una divisione al suo interno. Legittima. Non sapeva come uscirne. Ci sono dichiarazioni di autorevolissimi senatori del Movimento 5 stelle che dicono che voteranno la legge. Ricordo sommessamente, anche a Grillo che a volte lo dimentica, che la libertà di coscienza è un principio costituzionale. Nelle democrazie parlamentari come la nostra, i Gruppi parlamentari sono elementi mediatori che costruiscono con un lavoro paziente, la linea della maggioranza su qualsiasi tema, poi i parlamentari hanno libertà di azione, ma la linea del gruppo rimane quella, condivisa. La Legge Cirinnà nel suo insieme è condivisa dalla stragrande maggioranza dei Senatori PD. Probabilmente come dai Senatori 5Stelle. Bene. Questo principio è una grande garanzia per i cittadini che hanno eletto i loro rappresentanti, altrimenti sarebbe l’anarchia. Sono una donna che ha dato la sua vita per questa battaglia, ne ha pagato prezzi troppo alti, ma tant’è: quando si conduce una battaglia che si ritiene giusta a volte si è presi dalla passione, e non si pensa al proprio interesse personale, si pagano dei prezzi. Va bene così. Per questo e anche perché ho sempre pensato nella mia battaglia sui diritti degli omosessuali a chi era senza volto e senza parola, voglio dire qualcosa sulla parte della legge che (incomprensibilmente agli occhi di chi vive all’estero) è la più controversa: la figura del cogenitore, del coparente (la stepchildadoption). Perché non si tratta di “adottare” un “figliastro”, parola che è stata abolita dal nostro codice, ma di prendersi la responsabilità di un bambino, una bambina cresciuti in una famiglia. Per questo dico che la “libertà di coscienza”, ma più la vostra coscienza in questo caso, deve fare i conti con la realtà. La realtà nuda e cruda è che bambine e bambini nati (in qualsiasi modo) in famiglie omosessuali hanno meno diritti di altri bambini, sono meno tutelati, sono bambini discriminati. Oggi è un dato di realtà. Il Presidente della corte di appello di Roma Panzani, in una intervista al Corriere della Sera, schiaffeggia il Parlamento dicendo che “la legge serve, ma noi possiamo già intervenire”, sottolineando che per loro, la continuità affettiva è l’elemento fondante di qualsiasi sentenza. Non vi viene il dubbio che bisognerebbe assolvere al proprio ruolo e fare i conti con la propria coscienza? La mia coscienza di donna mi dice che un bambino una bambina non possono essere violentemente sottratti ai loro affetti solo perché non esiste una legge e perché l’altra persona che l’ha cresciuta è omosessuale. Care donne di destra e non solo, cosa vorreste per vostro figlio se voi veniste a mancare? E credo che di fronte a questo sarà proprio la libertà di coscienza a responsabilizzare Senatori e Senatrici. Ci voglio credere. E ci voglio credere perché ho sentito oltre alle parole inammissibili in un parlamento civile di alcuni Senatori ossessionati dalla omosessualità, parole sagge e di buon senso da donne soprattutto, come Valeria Fedeli e Manuela Repetti, donne che vengono da una cultura politica diversa. Ho in mente il lavoro che ho fatto con Mara Carfagna nella scorsa legislatura: abbiamo discusso ragionato, provato, ma allora abbiamo perso. Abbiamo, però, introdotto un principio che vale ancora oggi: sui diritti civili, sulla vita delle persone in carne ed ossa, bisogna seguire il principio di giustizia, non la propaganda, non le convenienze politiche. Fate questo care Senatrici e cari Senatori, la storia ve ne sarà grata.

Vedi anche

Altri articoli