“Su Regeni vogliamo la verità non c’è business che tenga”

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Il premier sull’assassinio al Cairo del giovane ricercatore italiano: non accetteremo mai una verità raccogliticcia, vogliamo i veri responsabili

La verità non ha prezzo. La diplomazia della chiarezza non deve cedere il passo a quella degli affari. La chiarezza su esecutori e mandanti del brutale assassinio di Giulio Regeni non va sacrificata sull’altare della realpolitik. A ribadirlo con forza, all’aperura ieri dell’assemblea nazionale del Pd, è Matteo Renzi: «Iniziamo l’assemblea tenendo nel cuore Valeria Solesin e Giulio Regeni, vorrei che il primo pensiero fosse per loro», afferma il premier e segretario dei Democratici in apertura del suo intervento. «Pretendiamo la verità» sulla morte di Giulio Regeni «anche quando fa male. Se qualcuno pensa che in nome del politicamente corretto noi possiamo accontentarci di una verità artificiale e raccogliticcia sappia che non c’è verità di comodo, non c’è business che tenga, non c’è diplomazia che tenga».

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