Strasburgo condanna l’Italia: serve la legge sulle unioni civili

Diritti
Un momento della manifestazione davanti a Palazzo Montecitorio "5 anni di attesa", in favore dei matrimoni gay, Roma, 18 Aprile 2015. ANSA/ ANGELO CARCONI

L’Italia deve adottare il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso. Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha esaminato il ricorso di tre coppie omosessuali contro la possibilità di sposarsi in Italia o di vedersi riconoscere una unione civile.

Nel caldo dibattito sulle unioni civili in corso nel nostro paese, arriva come una sciabolata la condanna dei giudici della Corte europea dei diritti umani che ha sentenziato che l’Italia deve introdurre il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso. Per questo i giudici di Strasburgo hanno condannato l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali.

Una sentenza che dovrebbe mettere fine alle polemiche politiche sulla necessità di un intervento legislativo atteso da anni.

Il giudizio è stato emesso all’unanimità nell’ambito del caso sollevato da tre coppie omosessuali che hanno fatto ricorso a Strasburgo contro l’impossibilità di vedersi riconoscere in patria l’unione. “La corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”, si legge in una nota della Corte.

La necessità di affrontare la questione con una tempistica certa era stata sottolineata dallo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi che da Milano all’assemblea del Partito democratico aveva detto “ci prendiamo l’impegno di chiudere entro l’anno la legge sulle unioni di fatto. Vorrei che dopo il Senato, il passaggio della legge sulle unioni civili alla Camera, sia per una volta confermativo e non ci sia bisogno di fare navetta”.

Il premier si era poi rivolto a Ivan Scalfarotto , il sottosegretario per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, che aveva cominciato lunedì 29 giugno contro i continui rallentamenti nell’approvazione in Italia di una legge sulle unioni civili. Il deputato Pd  poco dopo aveva annunciato  di avere deciso di sospendere il suo digiuno. Oggi il suo commento su twitter è questo:

 

Intanto è attesa la relazione tecnica del governo sulla copertura economica del ddl sulle unioni civili mentre il testo del provvedimento è ancora sul tavolo della commissione Giustizia del Senato.

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