Strage di Nizza, l’Isis rivendica l’attentato: “Era un soldato del Califfato”

Terrorismo
epa05427098 As night falls, people gather in front of the memorial set on the 'Promenade des Anglais' where the truck crashed into the crowd during the Bastille Day celebrations, in Nice, France, 16 July 2016. According to reports, at least 84 people died and many were wounded after a truck drove into the crowd on the famous Promenade des Anglais during celebrations of Bastille Day in Nice, late 14 July.  EPA/IAN LANGSDON

Intanto la polizia ha arrestato altri quattro uomini che potrebbero avere avuto un ruolo nella strage

A compiere l’attentato, afferma l’agenzia Amaq che fa da megafono alle azioni del cosiddetto ‘califfato’, è stato un “soldato” dell’Isis. E’ la prima volta, dall’attentato di giovedì 14 luglio a Nizza, che il sedicente stato islamico rivendica la strage.

Intanto le idagini proseguono e fonti giudiziarie hanno fatto sapere questa mattina che sono stati arrestati quattro uomini che potrebbero essere legati all’autore dell’attentato sulla Promenade des Anglais. L’identità dei quattro non è stata svelata, ma sarebbero già stati interrogati. Venerdì era stata fermata anche la ex moglie del killer.

L’uomo alla guida del mezzo e per ora unico autore della strage si chiamava Mohamed Lahouaiej Bouhlel ed era di origini tunisine, anche se risiedeva in Francia da tempo. Sposato con figli, Bouhlel faceva l’autotrasportatore. A bordo del camion sono state trovate armi vere e false. Una pistola automatica calibro 7,65, caricatore, cartucce, una seconda pistola automatica finta, 2 repliche di fucili d’assalto, kalashnikov e M16 finti, una granata, un cellulare, diversi documenti, una patente, una carta bancaria. L’attentatore ha raggiunto in bici il camion parcheggiato e la bici è stata trovata sul veicolo.

Già ieri il procuratore che si sta occupando delle indagini, Francois Molins, aveva spiegato in una conferanza stampa che l’attentato di Nizza era stato condotto in “perfetto stile jihadista”. Tuttavia l’autore della strage, identificato anche grazie alle impronte digitali, “non era mai stato oggetto della minima segnalazione di radicalizzazione, né a livello nazionale né locale”. Bouhlel, ha aggiunto Molins, era “noto alle autorità francesi per minacce, violenze, furto. Il 24 marzo 2016 era stato condannato a per 6 mesi di carcere per violenza commessa a gennaio”.

A Nizza, oltre alle autorità francesi, sono al lavoro anche tre funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina impegnati a rintracciare i 31 italiani che mancano all’appello dopo la strage di giovedì. 

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