Strage di Monaco: nessun legame con l’Is. Il killer diciottenne aveva il culto per Utoya

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Fire fighters gathering at the entrance of a shopping centre in which a shooting was reported, Munich, Germany, 22 July 2016. Several people were reported dead by the police and several more injured after a shooting in the Olympia shopping centre in Munich.  EPA/MATTHIAS BALK

La polizia e la procura a Monaco di Baviera hanno ricostruito in conferenza stampa il quadro su cui gli inquirenti stanno lavorando

Dieci morti (compreso l’attentatore) e 27 feriti, alcuni dei quali molto gravi: questo il bilancio della strage di ieri nel centro commerciale Olympia-Einkaufszentrum a Monaco di Baviera, in Germania. La polizia ha fatto sapere che non sono stati trovati indizi che possano collegare la sparatoria all’Isis.

Fra le vittime vi sarebbero molti giovani tra i 13 e i 20 anni e tre donne, ma nessun turista. Non sono comunque state diffuse notizie sulla nazionalità dei morti. Ad aprire il fuoco sulla gente sarebbe stato un diciottenne di origine iraniana che viveva a Monaco con i genitori e che, secondo le più recenti informazioni, sarebbe stato in terapia psichiatrica.

Nessun legame con l’Isis, ma invece un’ossessione contro i giovani colpevoli di averlo vessato negli anni del liceo e una sorta di ammirazione per le stragi come quella della scuola di Winnenden, vicino Stoccarda (15 morti) e gli assassini come Andres Breivik, l’uomo che proprio 5 anni fa nell’isola di Utoya, davanti a Oslo, ha ucciso a sangue freddo 69 ragazzi (altre 8 persone con una bomba in città). Così gli inquirenti descrivono Ali Sonboly,

“Siamo sconvolti e ancora impressionati” da quanto accaduto a Monaco. Ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, nella prima dichiarazione alla stampa da quando è avvenuta la sparatoria nella città bavarese. Merkel ha parlato dopo avere presieduto a Berlino una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale. “Comprendo chi adesso, dopo questo orribile attacco, dopo questa serata e questa notte di orrore, non si sente più sicuro e si domanda come fare a sentirsi di nuovo tale” ha aggiunto Angela Merkel. La cancelliere tedesca ha avuto parole di elogio per “la polizia cittadina, bavarese e federale”, che “hanno collaborato tra loro con elevata professionalita'”, e per gli abitanti della capitale della Baviera, che “hanno saputo sostenere” le forze dell’ordine e “aperto agli altri le porte delle loro case”, in tal modo “dimostrando come si vive in una società libera”, e qual’è la “grande forza” che si ricava dalla “coabitazione”.

Dopo una breve fuga braccato dalla polizia, si sarebbe suicidato a poca distanza dal luogo della strage. Il padre è sotto interrogatorio da questa notte. Secondo alcune testimonianze non confermate, il killer avrebbe addirittura preso di mira dei bambini. Sembra che il diciottenne non fosse persona nota alla polizia. I vicini lo avrebbero definito una “persona tranquilla”. La polizia non ha offerto ulteriori precisazioni sulle indagini, e ha fatto sapere che il materiale informatico sequestrato durante il blitz nell’appartamento del killer è ancora al vaglio degli investigatori.

La tensione è altissima e la città è ancora blindata e sotto shock, con centinaia di agenti per le strade, auto della polizia a molti incroci e imponenti misure di sicurezza generali. Sono ancora molte – fanno sapere dalla polizia – le chiamate ai numeri di emergenza.

A differenza di quanto si era pensato all’inizio, il killer avrebbe agito da solo. La smentita delle voci che volevano altri due attentatori a piede libero per la città che per alcune ore aveva aggravato la tensione e’ venuta nella notte dalla polizia bavarese. Durante la serata, le autorità avevano raccomandato agli abitanti di restare in casa, di non frequentare luoghi pubblici. Esistono ancora diversi dubbi sulla matrice dell’attentato. La polizia di Monaco aveva diffuso un comunicato ufficiale in cui si parlava di una “grave situazione terroristica” ma nell’ultima conferenza stampa è stata ribadita l’assenza di elementi che possano far pensare a una matrice islamista.

In un video diffuso in rete, si vede un battibecco fra l’attentatore sul tetto del parcheggio del centro commerciale e un cittadino che lo riprende con il cellulare dall’edificio adiacente. Durante lo scambio di insulti e accuse in dialetto bavarese fra i due, l’attentatore ha urlato: “Sono tedesco”. Alcuni testimoni riferiscono che l’uomo avrebbe urlato insulti nei confronti degli immigrati. La polizia ha fatto sapere di aver raccolto nelle ultime ore una grande quantità di materiale sulla persona che ha compiuto la strage allo scopo di fare chiarezza al più presto sul profilo del killer con un “lavoro incessante degli investigatori per accertare la verità”.

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