Storie tra le macerie: le testimonianze di vittime e soccorritori

Terremoto
People in front of houses collapsed in Amatrice, central Italy, where a 6.1 earthquake struck just after 3:30 a.m., Italy, 24 August 2016. The quake was felt across a broad section of central Italy, including the capital Rome where people in homes in the historic center felt a long swaying followed by aftershocks. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Le voci di chi è sopravvissuto: “In un attimo è crollato tutto”

“Sono salvo per un miracolo e perchè mi ero appena svegliato per andare a lavoro. Faccio l’operatore ecologico, mi ero appena alzato dal letto quando in un attimo è  crollato tutto. Dieci secondi sono bastati per distruggere tutto”. Lo ha detto Marco, operatore ecologico di Amatrice, sopravvissuto al crollo della sua casa in via Costanzo Angelini, una delle vie del centro storico di Amatrice. “Mi ricordo la scossa dell’Aquila, durò più a lungo, qui in un attimo è successo di tutto”.

Sono tante le storie di chi questa notte ha vissuto la scossa che ha devastato il centro Italia. Molte testimonianze sono state diffuse via social sotto l’hashtag #terremoto  che ha raccolto anche le informazioni diffuse dai soccorritori che hanno però chiesto di  utilizzare l’hashtag #ioterremoto e dedicare il primo alle informazioni di servizio.

Il centro storico di Amatrice, dove i soccorritori sono al lavoro per estrarre i sopravvissuti del sisma di questa notte, è un cumulo di macerie. Da uno stabile completamente crollato in viale Francesco Grifoni si sentono le richieste di aiuto di una donna che dovrebbe trovarsi sotto le macerie insieme a un uomo e a un bambino dei quali al momento non si hanno notizie. In precedenza dallo stabile era stato estratto anche un cadavere. Nella periferia della città completamente distrutta sono stati allestiti alcuni punti di soccorso per i feriti. Sul posto sono giunte diverse squadre dei soccorritori dei vigili del fuoco, protezione civile, polizia, carabinieri, guardia di finanza e soccorso alpino. Altre squadre stanno operando in diversi punti della cittadina il cui centro storico è stato raso al suolo dal terremoto. Quasi tutti i palazzi rimasti in piedi sono pericolanti e si temono nuovi crolli.

Non ce l’ha fatta Vito, il nonno di Leone e Samuele, i fratellini di 6 e 4 anni salvati a Pescara del Tronto, la frazione di Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno completamente distrutta dal Sisma 6.0 di questa notte. La nonna, Vitaliana, è stata estratta viva dalle macerie dopo aver salvato i due nipotini. Il più piccolo è stato protetto dal corpo della nonna. Uno dei due zii dei fratellini, Riccardo Vertecchi, ha riferito che erano arrivati domenica da Fregene (Roma) dove risiedono i genitori dei piccoli, Francesca e Mauro. Riccardo ha partecipato alle operazioni di soccorso: “Ho visto la testa di una statua della madonnina staccata in mezzo alle macerie e l’ho riattaccata”. Le case, racconta chi scende dal paese, sono crollate una addosso all’altra.

Non ce l’ha fatta, invece, un’altra bambina. Dormiva nel suo lettino nella casa delle vacanze ad Arquata del Tronto, ma il terremoto l’ha portata via. Marisol Piermarini aveva solo 18 mesi. E’ morta stanotte nel crollo della casa dove si trovava insieme al papà Massimiliano e alla mamma Martina Turco, una giovane abruzzese scampata al terremoto dell’Aquila, la sua città, nel 2009. La donna aveva deciso di trasferirsi ad Ascoli dopo quella terribile esperienza, ma un altro terremoto le ha strappato la figlioletta. Martina è ricoverata all’ospedale regionale Torrette di Ancona, dove è stata sottoposta a esami diagnostici approfonditi per scongiurare gravi conseguenze per essere rimasta a lungo sepolta sotto le macerie. Il compagno Massimiliano è ricoverato all’ospedale Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo, ma non e’ in pericolo di vita. In una stanza del nosocomio è stato composto il corpicino di Marisol ed è già iniziato il viavai dei familiari e dei parenti, sconvolti per la perdita. Su tutti il nonno ascolano Massimo Piermarini: è stato lui la notte scorsa tra i primi a raggiungere l’abitazione di Arquata. “Non volevano farmi passare perchè era tutto pericolante, ma io ho detto che non me ne importava niente, che dovevo andare a cercarli: purtroppo per la bambina non c’è stato nulla da fare” ha raccontato, disperato.

Da Ascoli Piceno arriva invece la testimonianza di una giovane donna nella sala d’attesa del pronto soccorso. “Si sentivano voci da sotto le macerie che gridavano: ‘aiutateci, aiutateci’. Mio padre e mia madre sono feriti, ma vivi. Ero a Pagliare e dopo la scossa mi sono precipitata a Pescara del Tronto dove vivono i miei. Alcuni amici ci hanno aiutato ad estrarli – racconta in lacrime -: mia madre ha un braccio rotto e una lesione alla testa per fortuna non grave. A Pescara del Tronto è un macello. Sono morte almeno tre persone, un bambino l’ho visto passare davanti a me portato a braccia dallo zio che chiedeva disperatamente aiuto. Tantissimi i crolli”.

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