«Stipendi scandalosi» La Cisl e il dossier infinito

Sindacati
La leader della Cisl, Annamaria Furlan, dal palco del convegno dei giovani di Confindustria a Santa Margherita Ligure, 6 giugno 2015. ANSA / STRINGER

Mail di un iscritto (espulso per questo) denuncia i redditi oltre 200mila euro
Rinfocolando le polemiche partite l’anno scorso con la pensione di Bonanni

In casa Cisl la pratica del dossieraggio è sempre in voga. La mail con cui Fausto Scandola, dirigente veneto di medio livello, iscritto dal 1969, ha denunciato gli stipendi scandalosi di alcuni dirigenti della confederazione di via Po, girava da settimane fra le caselle del sindacato. Vi si citano i redditi di Antonino Sorgi, presidente nazionale dell’Inas (il patronato della Cisl) pari a 256mila euro lordi l’anno; quello di Valeriano Canepari, ex presidente del Caf (il centro d’assistenza fiscale) Cisl nazionale, che nel 2013 ha percepito 289.241 euro; del segretario generale della Fnp (la federazione dei pensionati) Gigi Bonfanti, pari a 255mila euro lordi; dell’ex segretario della Fisascat (la federazione del commercio) Pierangelo Raineri che è arrivato a quota 237mila. Sebbene faccia impressione leggerle, le cifre non sono inedite. Erano già state rese pubbliche lo scorso anno. La mail di Scandola – per la quale è stato espulso dal sindacato per decisione del collegio dei probiviri a norma di statuto «per aver gettato discedito sull’organizzazione» – è infatti la coda velenosa dell’affaire che portò alle dimissioni di Raffaele Bonanni, dovute alle polemiche per il suo aumento di stipendio – quasi 8mila euro al mese – deciso e votato dall’allora segreteria confederale per assicurargli una pensione (contributiva) di circa 4.800 euro netti al mese. Il dossier provocò un grosso ribaltone all’interno della confederazione portando alla dirigenza gli ispiratori della denuncia sugli stipendi scandalosi del segretario generale e di altri dirigenti. A via Po in molti sospettano che il nuovo (vecchio) dossier sia figlio di una mancata promozione che ha portato ad una nuova denuncia allargata anche alla nuova dirigenza. La pubblicazione della mail di Scandola ha immediatamente dato la stura alle critiche contro «la casta sindacale». Se da parte di alcuni dei diretti interessati si fa notare come gran parte dei redditti siano figli di pensioni erogate per professioni diverse dal sindacalista (Gigi Bonfanti ad esempio era primario di cardiologia a Parma), il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan ha buon gioco nel rispondere con la nuova normativa approvata il 9 luglio che prevede il divieto di cumulo fra stipendi e pensioni e fissa un tetto ai compensi che non potranno oltrepassare un tetto di circa 4mila euro al mese. Il nuovo regolamento però entrerà in vigore solo da ottobre e dovrà poi essererecepito da tutte le strutture centrali e periferiche. Strutture periferiche che, promette Furlan, assieme ai rappresentanti dei lavoratori, avranno il 70 per cento delle entrate totali delle confedezione. Una difesa che però non riduce le polemiche. Per il neo deputato Pd Andrea Romano «il quadro dei megastipendi dei sindacalisti Cisl descritto da Fausto Scandola è una dimostrazione concreta che la direzione nella quale insiste con molte ragioni Matteo Renzi, quando sottolinea l’urgenza della riforma e del cambiamento dei grandi sindacati italiani, è quella giusta. Sindacalisti che guadagnano fino a 10 volte tanto lo stipendio di un proprio iscritto – continua Romano – hanno più di una difficoltà a rappresentare il mondo che dovrebbero difendere. E’ una prova concreta – conclude il deputato Pd – dell’urgenza di riformare il sindacato rendendolo più vicino al mondo reale dei lavoratori e di superare quelle resistenze corporative che troppo spesso vedono i grandi sindacati difendere se stessi e la propria funzione, piuttosto che i diritti e i bisogni reali dei lavoratori». Trasparenza metalmeccanica La questione della trasparenza nei bilanci e nei compensi dei sindacati va avanti da tempo. L’opacità dei primi riguarda soprattutto le strutture dei servizi – Caf e patronati che sono fra le voci più pesanti rispetto alle tessere dei lavoratori – che hanno bilanci separati da quelli della confederazione. Per quanto riguarda gli stipendi e i redditi dei sindacalisti le buone pratiche vengono in gran parte dalla categoria dei metalmeccanici. Dall’ottobre 2013 la Fiom (assieme a molte strutture locali della Cgil) mette on line le buste paga del segretario generale Maurizio Landini (2.250 euro netti al mese) e rende pubblici i compensi degli altri segretari nazionali (2.150 euro), dell’apparato politico nazionale (1.860 euro) e dell’apparato tecnico (1.460). Da quest’anno anche i coinquilini della Fim Cisl hanno avviato l’operazione trasparenza pubblicando sul sito il modello 730 del segretario generale Marco Bentivogli: 59.109 euro di reddito lordo più cinque fabbricati di proprietà.

Vedi anche

Altri articoli