Stasera le norme più stringenti contro i furbetti del cartellino

Governo
Il ministro della semplificazione e pubblica amministrazione, Marianna Madia, durante il convegno "La fatturazione elettronica, la rivoluzione non può attendere" al Tempio di Adriano, Roma, 02 marzo 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Tempi più veloci e maggiore responsabilità per i dirigenti

Dai licenziamenti per i “furbetti del cartellino” al taglio delle partecipate passando per il riordino dei servizi pubblici locali e il taglio del Corpo forestale dello Stato. E’ questo il contenuto del corposo pacchetto di decreti attuativi della riforma Madia che sarà in discussione in serata in Consiglio dei ministri e presentato domani in conferenza stampa. Dieci decreti – più uno – che sono indirizzati principalmente a soddisfare le esigenze di cittadini e delle imprese e dovrebbero, secondo il Governo, rappresentare una rivoluzione per l’efficienza e la semplificazione dello Stato.

Il decreto che si attende con più curiosità, e inserito in exremis, è sicuramente quello che riguarda i lavoratori assenteisti. Qualche settimana fa, Matteo Renzi ha dato mandato alla ministra Marianna Madia di individuare alcune norme incisive da approvare in tempi brevi, prima del vero e proprio riordino del lavoro statale, che arriverà per l’estate, e che riguarderà anche il ruolo dei dirigenti pubblici.

I fatti di cronaca – si ricorderà il caso del lavoratore del Comune di Sanremo sorpreso dalla telecamera a timbrare in mutande – hanno infatti imposto un’accelerazione sulla presentazione di questo decreto, su cui il governo non ha mai avuto titubanze o indecisioni. Eppure le polemiche con i sindacati non sono mancati.

Il decreto in questione prevede che, se colti in flagranza, chi truffa sulla presenza in entrata nel posto di lavoro o chi timbra il cartellino per altre persone verrà sospeso entro 48 ore dall’accertamento della falsa attestazione di presenza. La sospensione prevederà anche il blocco dello stipendio e farà partire un procedimento disciplinare; una volta concluso, entro 30 giorni, il lavoratore potrà essere licenziato.

Attenzione alle novità. Innanzi tutto, tempi molto più veloci, se si pensa che oggi un procedimento può durare anche più di 100 giorni, e vede l’interruzione del rapporto di lavoro solo in una percentuale di casi ridotti.

E inoltre va considerato che la norma riguarderà anche i dirigenti che in presenza di una violazione palese, non avvieranno le procedure previste, saranno a loro volta passibili di licenziamento per motivi disciplinari.

 

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