Stasera i numeri del governo sulla manovra economica

Economia
Una veduta esterna di Palazzo Chigi, Roma, 2 aprile 2015. ANSA/FABIO CAMPANA

Alle 18, sul tavolo del Consiglio dei ministri, il governo porterà i numeri chiave della Legge di Stabilità 2015

Manca poco ormai alla presentazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il cosiddetto Def, spina dorsale della legge di stabilità.

Alle 18 di oggi, sul tavolo del Consiglio dei ministri, il governo porterà i numeri chiave della finanziaria, indicando i margini economici della sua azione di bilancio e anticipando le norme da inserire nella manovra. Una volta approvato, il Def verrà integrato nella Legge di stabilità e sottoposto al giudizio dell’Ue, per poi approdare entro il 15 ottobre a Montecitorio.

Dal documento presentato oggi si capirà molto dell’impostazione della manovra: stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbe avere soprattutto un carattere espansivo e le parole chiave utilizzate dal presidente del Consiglio saranno riduzione delle tasse e consolidamento della ripresa.

Quanto ai numeri, il saldo totale della manovra sarà di 27 miliardi di euro, come già anticipato qualche giorno fa dal premier Renzi, mentre la previsione sulla crescita acquisita per quest’anno verrà spostata dallo 0,7% allo 0,9%. Stime al rialzo più che ragionevoli alla luce della recente diffusione di dati macroeconomici (Pil, occupazione, consumi), in crescita rispetto alle attese.

L’esecutivo, secondo quanto si apprende, sarebbe anche intenzionato a rivedere la previsione del 2016, migliorandola all’1,6% dall’1,4%, grazie anche alla manovra espansiva presentata quest’anno. È previsto inoltre un aumento del deficit, sempre per il 2016, verso un 2,2%.

L’aumento delle stime potrebbe essere utilizzato per far leva sulla flessibilità europea la quale permetterà di ottenere risorse per circa 17 miliardi. Gli altri 10 miliardi dovrebbero invece arrivare dalla ‘spending review’, a cui starebbe lavorando il consigliere economico del governo, Yoram Gutgeld.

Quanto ai contenuti della prossima Legge di stabilità, i punti fermi sono: la cancellazione della Tasi sulla prima casa, l’Imu sui terreni agricoli e sui cosiddetti imbullonati (macchinari e impianti delle imprese fissati a terra) e la neutralizzazione delle clausole di salvaguardia previste dalla vecchia manovra (aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti).

Tra le altre misure da finanziare, ci sono gli sgravi mirati per il Mezzogiorno (da estendere successivamente a tutto il territorio nazionale); la proroga selettiva della decontribuzione per i nuovi assunti (per il Sud e le donne); il costo dei contratti pubblici (meno di un miliardo); la proroga degli ecobonus (con possibile estensione alle case popolari); e la copertura a regime degli oneri della sentenza della Consulta sulla perequazione delle pensioni.

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