Staino-Romano, dal 16 alla guida dell’Unità

Pd
Lo stand dell'Unità

A Chicco Testa il compito di rimettere i conti in equilibrio. La nota del Cdr

Il nuovo tandem alla guida dell’Unità – Sergio Staino direttore e Andrea Romano condirettore – firmerà il giornale dal 16 settembre.

Erasmo D’Angelis torna al suo incarico a palazzo Chigi per occuparsi dei problemi legati al dissesto idrogeologico che ovviamente in questa fase hanno al centro il tema della ricostruzione delle zone terremotate e il progetto Casa Italia.

Dunque a guidare il rilancio del quotidiano sarà Sergio Staino, da anni storica colonna dell’Unità, vignettista famoso e figura al di sopra delle polemiche interne.

Mentre il condirettore sarà il deputato del Pd Andrea Romano, storico, studioso del partito laburista inglese, considerato fra le migliori “teste” del partito di Renzi. Romano dovrebbe svolgere la sua attività gratuitamente, essendo già parlamentare.

A completare il riassetto, l’arrivo di Chicco Testa alla presidenza della società editoriale. Già deputato del Pci-Pds, Testa è stato per molti anni presidente dell’Enel e manager di molte società. Proprio grazie a queste esperienze, a lui verrà affidato il compito di gestire una non facile fase di riassetto interno e di ricerca di investitori. La situazione finanziaria del giornale infatti, come spesso accade alle nuove esperienze editoriali specie in questa fase durissima per tutti i giornali, è difficile.

“Il mio impegno adesso, dopo averlo salvato, è quello di rilanciare e far festeggiare a questo giornale l’anniversario dei suoi 100 anni. Come già sperimentato con altre aziende portate al successo, dopo averle rilevate da procedure fallimentari, e che adesso sono tra le realtà protagoniste del Gruppo controllato dalla famiglia Pessina”. Lo scrive in una lettera a Il Corriere della Sera l’amministratore delegato de L’Unità, Guido Stefanelli, smentendo parte di un articolo pubblicato oggi dal quotidiano milanese, nel quale si dà conto, oltre che dell’arrivo alla direzione di Sergio Staino e Andrea Romano, anche della scelta di Chicco Testa come nuovo presidente per rilanciare il giornale, dopo “il rosso di quasi due milioni, accumulati in appena sei mesi”.

“I soci di minoranza del Pd – prosegue l’articolo -, a fronte di un bilancio così pesante, si aspettano un passo indietro” di Stefanelli. “L’unica notizia vera contenuta nell’articolo – sostiene l’ad nella lettera – è quella relativa al cambio di direzione, che avverrà nei prossimi giorni”.

“Abbiamo scommesso, un anno fa, sulla riapertura di uno dei giornali che hanno accompagnato la storia del nostro Paese – sottolinea ancora Stefanelli -. Una vera scommessa con i soci del Pd, con il rifiuto di accedere agli aiuti di Stato all’editoria di partito che garantiva la copertura dei deficit, come scelta seria e coerente con il rigore indicato dal segretario Matteo Renzi. Per questo riteniamo che si debba ringraziare chi in questo settore ancora crede e investe per assicurare un’informazione viva e plurale”.

“Contro ogni pessimismo, infatti, abbiamo superato dopo un anno la prova dell’edicola – prosegue la lettera – e, dopo una lunga ed estenuante vicenda giudiziaria che aveva visto l’Unità colpita da due fallimenti, finalmente oggi ci sono le condizioni per guardare avanti con un piano industriale e con lo sviluppo sul web, migliorando e rafforzando la nostra impresa, forse a questo si riferisce quando nell’articolo si parla di “calda assemblea di ieri”, calda di entusiasmo per le nuove sfide”.

Il Comitato di redazione, in una nota, scrive che “a un rilancio editoriale non servono tagli. Né di foliazione, né di distribuzione, né di firme storiche, né di organici”. “Noi non ci stiamo” ad ipotesi come quelle lette sui giornali: “Ci aspettiamo che il nuovo direttore Sergio Staino (una vero pilastro per l’Unità) e il condirettore Andrea Romano, che dalla settimana prossima saranno alla guida del giornale, mettano fine a questa attesa al più presto. E che finalmente (dopo le reiterate richieste del Cdr) l’edizione online torni all’interno della redazione”. Il Cdr inoltre ricorda che “la stella polare è il contratto nazionale di lavoro, che oggi viene eluso dall’azienda che non ha ancora versato le quattordicesime”.

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