Stabilità, non rinviata al mittente

Economia
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi (s) e il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan parlano nell'Aula del Senato durante la discussione generale sul voto di fiducia al governo, Roma, 24 febbraio 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Primo si alla Legge di stabilità, ma per il via libera ufficiale di Bruxelles bisognerà attendere due settimane

Bisognerà ufficialmente attendere ancora  due settimane, ma l’Italia si avvia a ottenere il via libera di Bruxelles sulla Legge di Stabilità. La Commissione europea, infatti, ha 14 giorni di tempo per rispedire al mittente il provvedimento qualora sussistano “gravi violazioni” degli obblighi di politica di bilancio ma, stando alle prime valutazioni, non sarebbe questo il caso dell’Italia.

La data da tenere a mente è il 23 novembre, giorno in cui è previsto un Eurogruppo straordinario, proprio sulle leggi di stabilità dei Paesi della zona euro, in questo passaggio peserà anche la previsione economica d’inverno che sarà presentata il 5 novembre.

Tra i nodi ancora da sciogliere rimane la questione dell’ulteriore margine di flessibilità chiesto dall’Italia per l’emergenza migranti che consentirebbe di alzare il deficit di altri 0,2 punti: ben 3 miliardi di risorse da cui dipende l’anticipo del taglio dell’Ires al 2016.

“La trattativa con Bruxelles è un processo continuo, vale per la Legge di Stabilità e per il piano nazionale di bilancio che verrà valutato a novembre”, ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sottolineando che “questo non vuol dire che le opinioni del governo e dei commissari siano assolutamente identiche”. Padoan ha comunque tenuto a ribadire che “la legge di stabilità va nella direzione di abbattere tutte le imposte”. In merito alla polemica sulla cancellazione della Tasi, nata soprattutto in casa Pd, ha speso  dure parole lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi: “C’e’ ormai una parte del Pd che, come direbbe Totò, si oppone a prescindere. Contesteranno anche il colore delle mie cravatte” e attacca chi non riconosce la validità delle misure varate definendolo “chi passa il tempo a lamentarsi”.

Roberto Speranza, esponente della minoranza dem, in un tweet aveva precisato: “Sulla legge di Stabilità nessuna battaglia ideologica. Solo una richiesta di merito. Chi ha di più paghi di più. Chi ha di meno paghi di meno”.

Renzi sempre a proposito delle lamentele che arrivano dall’interno del partito al Tg5 ha spiegato: “Questa legge di stabilità prevede una serie di misure che sono battaglie storiche del Pd: misure contro la povertà, lo sblocco degli investimenti per i comuni, gli investimenti sul sociale”. Tutte cose, ha affermato ancora “che il Pd per anni ha chiesto. Ora le stiamo facendo e c’è chi passa il tempo a lamentarsi: ce ne faremo una ragione”. “L’Italia è più solida, ci sono tanti segnali che vanno sottolineati. Però manca ancora qualcosa, innanzitutto la riduzione delle tasse: bisogna pagarle meno e pagarle tutti”, perché “se finalmente l’Italia butta giù le tasse l’economia torna a crescere e il Paese diventa leader in Europa. Io ci credo”.

 

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