Stabilità alla prova dell’Aula, entro il 7 novembre gli emendamenti

Legge di Stabilità
Italy's Prime Minister Matteo Renzi talks during a confidence vote at the Senate in Rome February 24, 2014. Renzi faces his first test before a fractious national parliament on Monday when he goes to the Senate to put flesh on ambitious reform plans and seeks to win a confidence vote in his newly installed government. REUTERS/Tony Gentile  (ITALY - Tags: POLITICS)

In attesa della riunione dei gruppi Pd con Matteo Renzi, la maggioranza si riunisce per individuare i principali nodi della stabilità. Lunedì in commissione Bilancio del Senato le audizioni con le parti sociali

La legge di stabilità entra nel vivo dei lavori parlamentari: la commissione Bilancio di palazzo Madama dà il parere positivo sulle coperture e si avvia ad esaminare i singoli provvedimenti. L’unico lieve mutamento rispetto al testo originale presentato dal governo (deciso dopo un’analisi preliminare da parte della stessa commissione) riguarda una misura che avrebbe spostato l’osservatorio per i servizi pubblici locali dal ministero dello Sviluppo economico a Palazzo Chigi. La misura (articolo 33), secondo la commissione, ha un carattere “ordinamentale, localistico o microsettoriale” e quindi non è adatta alle caratteristiche della legge di stabilità.

Nel pomeriggio, invece, si incontrano maggioranza e governo per stabilire le possibili modifiche da apportare al testo. Alla riunione, coordinata dal viceministro dell’Economia Enrico Morando, partecipano le relatrici del testo Magda Zanoni e Federica Chiavaroli e i sottosegretari Pier Paolo Baretta, Enrico Zanetti e Paola De Micheli.

“Abbiamo fatto un punto, una ricognizione su come procedere – spiega Baretta a Unità.tv – è stato un incontro basato più sul metodo che sulla sostanza”. Si è anche parlato dei diversi nodi su cui si potrebbe intervenire “ad esempio, sul Sud si è pensato di dover aggiungere qualcosa” sottolinea il sottosegretario. “È stata comunque una semplice ricognizione – specifica -, la settimana prossima, dopo le audizioni, ci rivedremo per cominciare a definire le priorità di intervento”

Il prossimo step, dunque, sarà il ciclo di audizioni, prima con le parti sociali (lunedì 2) e dopo con la Corte dei conti, l’ufficio parlamentare del Bilancio, Bankitalia e Istat (martedì 3). A chiudere il ciclo, mercoledì alle 8, sarà il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Intanto, in attesa di un confronto nelle Aule parlamentari prosegue la polemica sui contenuti. Da una parte la maggioranza, decisa a limitare il più possibile i cambiamenti e a mantenere fissi alcuni paletti (soprattutto Imu e tetto limite ai contanti); dall’altra parte invece le opposizioni, ma non solo: anche la minoranza dem, infatti, sta lavorando ad alcune modifiche del testo.

E una convergenza in casa dem sui contenuti potrebbe arrivare proprio dall’incontro di chiarimento richiesto ieri da Matteo Renzi. Un incontro che il premier auspica sincero “perché non si possono mettere più soldi e avere un costante coro di polemiche da parte di una parte della maggioranza, bisogna parlarsi con grande chiarezza e intendersi su che cosa è più di sinistra se discutere sul tetto ai contanti o mettere 700 milioni sulla povertà”.

Al netto degli emendamenti presentati, la maggioranza cercherà comunque di evitare il voto di fiducia in Aula in Senato in quanto, sottolinea la relatrice del Pd Magda Zanoni “una soluzione del genere consentirebbe di trasmettere alla Camera un testo leggibile”. “A mio parere – rassicura Zanoni – esistono margini per concordare alcuni ritocchi all’interno della maggioranza, ovviamente minoranza Pd compresa, e anche per lavorare con l’opposizione”.

“Ma è indispensabile – prosegue la senatrice dem – che tutti capiscano che è necessario giungere a un numero contenuto di emendamenti, corredati da buone relazioni tecniche e da precise coperture, su cui concentrare l’attenzione”.

Tutte le forze politiche avranno tempo fino a sabato 7 novembre per presentare gli emendamenti. Successivamente, il testo passerà in Aula: l’obiettivo della maggioranza è approvarlo entro venerdì 20 novembre.

 

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