Spiavano Renzi, Draghi e Monti. Due arresti a Roma

Cronaca
intercettazioni

Tra le vittime del cyberspionaggio anche Renzi, Draghi e Monti

Raccoglievano informazioni per poi rivenderle. Vittime degli spioni professionisti erano politici e personaggi di rilievo nazionale. E’ quanto hanno scoperto gli investigatori della Polizia indagando sui due fratelli che sono stati arrestati oggi con l’accusati di cyberspionaggio.  Contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche.

Secondo gli inquirenti i due avevano creato una vera e propria centrale di cyperspionaggio e nel mirino c’era un po’ di tutto: pubbliche amministrazioni, studi professionali, imprenditorie politici.

Tra le vittime spiccano i nomi di Matteo Renzi, ma anche Mario Draghi, Mario Monti, il comandante della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, Fabrizio Saccomanni, Vincenzo Scotti. Grazie ad una estesa rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione di un malware denominato Eyepyramid (dal quale prende anche il nome l´operazione), i due hanno per anni acquisito dalle numerosissime vittime prescelte notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della Polizia Postale, grazie al prezioso ausilio dei colleghi della Cyber Division dell´F.B.I. statunitense e che consentiranno di accertare quali e quanti dati siano stati illecitamente sottratti.

L’indagine ha anche permesso di risalire ad una serie di società italiane e straniere che, secondo gli investigatori, altro non erano che scatole cinesi usate come paravento per acquisire in via anonima servizi informatici all’estero.

I due, un ingegnere nucleare di 45 anni e della sorella di 49 anni, sono noti negli ambienti dell’alta finanza. Residenti a Londra e domiciliati a Roma avevano creato un archivio con i dati sensibili che poi cedevano a terzi. La sigla Pobu, Politicians Business, indicava la cartella in cui venivano catalogati tutti i politici scelti come target e spiati in questi anni mentre Bros (fratelli), era invece la sigla della cartella in cui sono stati piazzati tutti gli appartenenti ad una loggia massonica.

ll Gip ha emesso le misure di custodia cautelare in carcere per i due a causa del concreto pericolo di una fuga all’estero.  L´analisi dell´enorme mole di materiale sequestrato oltre oceano, inoltre, permetterà di ricostruire l´intero giro di interessi e l’approfondimento dei rapporti intrattenuti dagli arrestati con soggetti coinvolti in vicende giudiziarie di notevole rilievo.

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