Spagna, è rebus per la formazione del governo. Cede la Borsa di Madrid

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epa05077390 Spanish Prime Minister and candidate of the ruling Conservative Popular Party, Mariano Rajoy, and his wife Elvira Fernanandez (l) celebrate  their victory in the general elections in Madrid, Spain, 20 December 2015. The ruling party of Spanish Prime Minister Mariano Rajoy fell short of an absolute majority in the elections that saw both major traditional parties lose ground and left it uncertain who would form the next government.  EPA/JAVIER LIZON

I due partiti anti-casta formati un anno fa irrompono in parlamento con 109 deputati su 350 e provocano uno tsunami politico. Ora servirà una coalizione per governare

In Spagna viene scritta la parola fine al bipolarismo. I risultati delle elezioni politiche dipingono un quadro assai fluido e frammentato: il partito popolare ottiene il 28,7% dei voti e 122 seggi su 350 nel nuovo Congresso di Madrid. Perde 64 deputati e la maggioranza assoluta rispetto alla legislatura uscente. Il Psoe di Pedro Sánchez arriva secondo con il 22,1% e 91 deputati. Ne perde 20 ma riesce a evitare il sorpasso di Podemos grazie soprattutto alla buona tenuta in Andalusia. Il partito Podemos di Pablo Iglesias, dopo una spettacolare rimonta negli ultimi giorni di campagna, registra il 20,65% e sbarca in parlamento con 69 deputati, vincendo in Catalogna e nel Paese Basco. Quarto con il 13,9% e 40 deputati si piazza l’altro partito anti-casta, il centrista Ciudadanos di Albert Rivera, crollato nelle ultime due settimane.

Nessun partito può governare da solo e  le coalizioni possibili Pp-Ciudadanos e Psoe-Podemos non arrivano ai necessari 176 seggi su 350. La soluzione potrebbe essere rappresentata da una “grosse koalition” Pp-Psoe, dove saranno decisivi i partiti nazionalisti catalani e baschi. “Cerchero’ di formare un governo stabile”, ha annunciato Rajoy aggiungendo che “inizia una tappa non facile”: “sarà necessario parlare molto e raggiungere accordi”. Anche Sanchez ha riconosciuto che spetta ora al leader Pp tentare di formare il nuovo governo e si è congratulato con lui.

Si tratta, comunque, di elezioni storiche, che pongono fine al bipartitismo che ha governato il paese dalla fine della dittatura di Franco, ma anche alla sua leggendaria stabilità politica, proiettano laSpagna in scenari  molto simili all’Italiana.

Per ottenere la governabilità, anche le coalizioni “coerenti” fra i partiti tradizionali e i nuovi soggetti restano sotto la sbarra dei 176 seggi nel Congresso, In questo quadro il giovane re Felipe VI giocherà un ruolo da protagonista, visto che che potrebbe dover mediare per nuove alchimie che consentano di evitare lo spettro di un ritorno anticipato alle urne.

Così come peserà l’appoggio di deputati dei partiti nazionalisti, catalani o baschi, che diventerebbero un problematico ago della bilancia e farebbero pagare a caro prezzo il loro voto. Dopo le scintille fra Rajoy e il presidente secessionista catalano Artur Mas sembra difficile che i catalani possano offrire una stampella a un governo Pp.

Ma queste elezioni  segnano soprattutto l’ingresso del nuovo in parlamento. I due partiti anti-casta formati un anno fa irrompono in parlamento con 109 deputati su 350 e provocano uno tsunami politico. Pablo Iglesias questa notte soddisfatto ha annunciato la nascita di una “nuova Spagna“.

Intanto la stampa spagnola saluta i risultati delle elezioni facendo un parallelismo diretto con “scenari all’italiana ma senza italiani per risolvere i problemi”, come sottolinea El Pais nell’editoriale di oggi intitolato “Benvenuti in Italia”. Il quotidiano spagnolo ricorda i risultati delle ultime elezioni sottolineando come bisognerà abituarsi ai “continui contatti tra il Capo dello Stato e i partiti, l’improvvisa importanza di formazioni minuscole e l’arte dei transfughi, dato che ogni seggio vale oro”.

Nel frattempo il clima d’instabilità e il rebus sulla formazione del governo hanno spinto giù la borsa di Madrid che ha perso il 3% in apertura, prima di riprendersi leggermente. Alle 9:30 l’indice guida Ibex 35 è sceso del -2,28%, a 9.494 punti, con tutti i titoli con segno negativo.

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