Spagna oggi al voto, regna l’incertezza. Gli ultimi sondaggi

Spagna
epa05076239 The leader of the Spanish Socialist Party, Pedro Sanchez, casts his vote in a polling station at Pozuelo de Alarcon in Madrid, Spain, during the Spanish general elections on 20 December 2015. Spanish voters began casting their ballots in parliamentary elections that will determine the country's next coalition government, with polls indicating that no party is likely to win enough seats to govern alone. Spanish Prime Minister Mariano Rajoy's conservative People's Party is facing off against the Socialist Workers' Party, the liberal Ciudadanos party and left-wing Podemos.  EPA/JUAN CARLOS HIDALGO

Sondaggi contraddittori, complicato sistema di attribuzione dei seggi, affluenza che si prospetta molto alta: la Spagna al voto con il fiato sospeso

Resta massima l’incertezza sull’esito di quelle che per la Spagna sono le più importanti elezioni politiche dal 1982. La stima dell’affluenza parla di un possibile 80%, un dato che di fatto rende poco affidabili i sondaggi, che però concordano tutti nel confermare che nessun partito si avvicinerà alla maggioranza assoluta inaugurando così dopo quarant’anni di democrazia, l’era degli esecutivi di coalizione.

L’ultima rilevazione, quella della Gesop pubblicata dal quotidiano El Periodico (nella sua versione andorrana, dato che sulla stampa spagnola le rilevazioni sono vietate nell’ultima settimana), conferma i socialisti del Psoe in seconda posizione davanti a Podemos, annullando così lo spettro di un sorpasso a sinistra. La Gesop accredita il Partido Popular del 25,8% delle preferenze contro il 21,4% dei socialisti: dato il complicato sistema di attribuzione dei seggi è difficile quantificare il numero dei deputati, ma in media il Pp ne otterrebbe 109 e il Psoe 86, entrambi lontani dalla maggioranza assoluta di 176 seggi.

In continuo calo invece la nuova destra di Ciudadanos, con il 16%, superato nettamente da Podemos (20,4%), anche in termini di deputati: 73 contro 52. Un quadro che conferma la fine del bipolarismo assoluto che ha dominato il panorama politico dagli anni Ottanta: nessuna possibilità per la formazione di governi monocolori.

Quali sono le possibili alleanze sul piatto per formare una coalizione (stabile) che possa ottenere la maggioranza dei seggi in Parlamento? Il Pp potrebbe governare altri cinque anni, seppure in coabitazione con la destra “moderna” di C’s, insufficiente di per sé secondo l’ultima rilevazione ma alla quale si potrebbero aggiungere altre formazioni regionali come Coalicion Canaria. L’incognita però è se il partito di Albert Rivera accetterà di legarsi con la formazione rispetto alla quale si è presentato sempre come alternativa e che ha duramente criticato accusandola di corruzione.

Lo stesso discorso vale per i socialisti e Podemos, alleati/nemici la cui somma tuttavia è ben lontana dalla soglia necessaria: di fatto – scartata l’ipotesi di una “Grande coalizione” Pp-Psoe – C’s è ad oggi l’unico partito che è sicuro di poter governare, o con i popolari o con i socialisti, eventualmente con un appoggio di Podemos; quello di un “tripartito” Psoe – Podemos – C’s è infatti l’incubo di Rajoy, anche se i negoziati per una piattaforma di governo comune si presenterebbero assai complicati.

 

(Nella foto il segretario del Partito socialista, Pedro Sanchez)

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