Sorpresa, il Pil cresce più delle ultime previsioni

Economia
Un'operaio metalmeccanico al lavoro in un'immagine d'archivio. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il 6 luglio il centro studi Prometeia annunciava: per il 2016 ci si dovrà accontentare di un +0,8 per cento. Ma la realtà è un’altra

“Oggi il Pil dell’Italia ha abbandonato finalmente lo ‘0 virgola’. E la crescita nel 2016 sarà più alta delle stime del Governo”. L’ha detto Matteo Renzi commentando oggi gli ultimi dati resi noti dall’Istat riguardo occupazione e Pil. Dati che parlano di una crescita su base annua che l’Italia non toccava da cinque anni. Il rialzo tendenziale dell’1% raggiunto dal Prodotto interno lordo sia nel primo trimestre che nel terzo del 2016 è, infatti, il più alto dal secondo trimestre del 2011 (quando era stato registrato un +1,5%).

La variazione acquisita, al mese di settembre è dello 0,9%. Se venisse confermato questo trend, cioè se nell’ultimo trimestre il Pil crescesse di un altro 0.3%, avremmo un dato annuo pari al +1,2%. Un numero che supererebbe di gran lunga (già lo supera, nei fatti, con tre mesi d’anticipo) le previsioni del governo inserite nella nota di aggiornamento al Def approvata dal Consiglio dei ministri lo scorso 27 settembre. Un dato che coinciderebbe addirittura con le previsioni di aprile che parlavano proprio di un +1,2%. Previsioni riviste al ribasso, complice un contesto internazionale sempre più debole e un’inflazione ai minimi storici in Europa, dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (ribattezzato nell’occasione “San Prudenzio” da Renzi).

Ma tant’è. La crescita c’è ed è maggiore delle previsioni. Uno scenario che sembrava quantomeno improbabile solo pochi mesi fa, quando i maggiori istituti nazionali ed internazionali ritenevano impossibile che si potesse raggiungere un dato con un 1 davanti alla virgola, scatenando gli oppositori del governo Renzi. Una settimana dopo la Brexit, il Centro studi di Confindustria ha messo nero su bianco che le pesanti conseguenze che avrebbe pagato l’Italia in termini di crescita, ridotta (nelle previsioni) allo 0,8% per il 2016. Il 6 luglio il centro studi Prometeia confermava: per il 2016 ci si dovrà accontentare di un +0,8 per cento. Il 12 luglio anche l’Fmi ha tagliato le stime, concedendo però a Roma di sperare in un +0,9 per cento.

Ora che lo 0,9% è stato già raggiunto con tre mesi d’anticipo e verrà ragionevolmente superato, i tanti (tra politici, giornalisti e opinionisti televisivi) che si erano scagliati contro il governo dovranno evidentemente ricredersi. Ne prendiamo due a caso: “Italia, crescita ferma e debito pubblico record. Monti, Letta e Renzi, stesse promesse e stessi fallimenti”, scriveva su Facebook Matteo Salvini. “Renzi deve andare a casa per i disastri economici”, tuonava Alessandro Di Battista. Parole in libertà, che difficilmente troveranno una rettifica sulle popolate bacheche dei due capipopolo.

 

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