Sorpresa, i salari crescono più dell’inflazione (ma ce ne siamo accorti?)

Economia
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Le retribuzioni su dell’1,2%, l’inflazione su dell 0,2%

Un tempo c’era la scala mobile, il meccanismo automatico di adeguamento di salari, stipendi e pensioni al costo della vita. La busta paga cresceva di pari passo con l’aumento dell’inflazione (negli anni Settanta arrivò a superare il 20%). Poi piano piano questo sistema venne demolito, anche perché si capì che era una delle concause della distruzione del bilancio pubblico e quindi indirettamente del peggioramento della vita dei cittadini. Altri tempi.

Oggi sorprende al contrario la notizia che arriva dall‘Istat. Secondo una sua rilevazione, nell’agosto scorso l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è rimasto invariato rispetto al mese precedente ed è aumentato dell’1,2% nei confronti dell’ agosto 2014. Complessivamente, nei primi otto mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Cosa vuol dire tutto questo? Che il potere d’acquisto è cresciuto: ad agosto l’inflazione è stata dello 0,2% sia nei confronti di luglio che verso l’agosto 2014, mentre, come detto, la retribuzione oraria media è salita dell’1,2%. Il raffronto annuo è quindi favorevole ai salari di un punto percentuale. Abbiamo perciò avuto più potere contrattuale, anche se non ce siamo accorti…

 

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