Sono gli Oscar di Leonardo DiCaprio ed Ennio Morricone

Oscar
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DiCaprio finalmente premiato con una statuetta e il nostro maestro viene accolto da una standing ovation al suo primo Oscar. Inarritu fa il bis come miglior regista e Mad Max fa incetta di premi

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Jennifer Lawrence sul red carpet agli Oscar 2016

La notte degli Oscar che doveva sancire la consacrazione di Leonardo DiCaprio e il trionfo italiano con Ennio Morricone mantiene tutte le sue promesse e regala qualche sorpresa. Anticipata da un red carpet in cui le star fanno il loro ingresso fasciate in abiti di grandi stlisti, da Armani (come il già citato DiCaprio, oppure Cate Blanchett) a Dior (Jennifer Lawrence), sul palco del Dolby theatre di Los Angeles non rimangono fuori le tematiche più impegnate: molti infatti saranno i riferimenti alle grandi polemiche circa il sessismo e il razzismo degli Oscar, che hanno animato i mesi precendenti alle premiazioni, viste le mancate nomination agli afroamericani e le poche che coinvolgono le donne in generale. È lo stesso presentatore della serata, Chris Rock, che riflette sulla questione con un monologo, in cui mette in evidenza come il problema di fondo non sia la vittoria di una statuetta da parte delle persone di colore ma il razzismo che sembra ancora infestare alcuni settori della società: “Potremmo chiamare questa edizione la White People Choice Awards” ironizza il comico. Altri temi sociali di rilevante importanza sono stati lanciati dal vicepresidente americano Joe Biden, con il suo appello contro la violenza nei college, e da Lady Gaga, artefice di una viscerale performance del brano Till happens to you, canzone che trae ispirazione da una sua drammatica esperienza di stupro.

Il primo momento toccante per l’Italia e’ il video “in memoriam”, dedicato agi artisti scomparsi durante questa stagione: tra le immagini anche Ettore Scola, mentre Dave Grohl dei Foo Fighters interpreta Balckbird dei Beatles.

Ma la premiazione che tutti aspettavamo arriva intorno alle cinque e mezza di mattina. Sono Quincy Jones e Pharrel Williams ad annunciare il vincitore per la migliore colonna sonora; al nome di Ennio Morricone il pubblico in sala applaude unanime: una standing ovation. Da un balconcino alla sinistra della platea, fino al palco, Morricone viene scortato premurosamente dal figlio. Il momento è commovente: “Buonasera signori, vi ringrazio per questo prestigioso riconoscimento”, comincia con la voce rotta dall’emozione il nostro maestro , “il mio pensiero va agli altri nominati, in particolare John Williams (autore della colonna sonora di StarWars), ma non c’è musica importante senza un grande film: ringrazio Quentin Tanantino di avermi scelto per The Hateful Hate e tutti gli interpreti che hanno reso possibile questo film. Dedico questo Oscar a mia moglie Maria”.

Grande soddisfazione per Morricone, sei volte nominato all’Oscar e finalmente vincitore; merito anche di Tarantino che l’ha corteggiato, lusingandolo a più riprese e considerandolo “meglio di Mozart e Beethoven”. Esplode la rete: in tempo reale arrivano i tweet di Matteo Renzi e di Jovanotti.

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Poi è la volta di Alejandro González Iñárritu, per la seconda volta miglior regista agli Oscar. A premiarlo J.J Abrams; non succedeva da tempo che l’Oscar come miglior regista fosse assegnato per due volte di fila alla stessa persona. Accadde a John Ford nel lontano 1941 e nel 1942, con Furore e Com’era verde la mia valle, e a Joseph L. Mankiewicz nel 1950 e nel 1951, con Lettera a tre Mogli ed Eva contro Eva; da allora sono passati ben 65 anni. Importante anche il discorso del regista messicano sulla parità razziale e sulla poca rappresentatività multirazziale di questa edizione.

Subito dopo è la volta del premio come migliore attrice protagonista; se lo aggiudica Brie Larson per il film Room. Non succedeva dal 1987, con Marlee Matlin per Figli di un Dio minore, che un outsider mai nominata vincesse un Oscar. Già etichettata come la nuova Jessica Lange, Brie Larson interpreterà presto un nuovo episodio di King Kong per il grande schermo.

Schermata 02-2457448 alle 06.04.28Tocca a Julienne Moore premiare il miglior attore. Finalmente DiCaprio vince il tanto agognato Oscar; sale sul palco tra urla e applausi. Abbronzato e disteso si congratula con tutti: da Tom Hardy che chiama “fratello”, al regista Inarriutu, che “ha segnato la storia del cinema”, e definisce il film “un’ esperienza cinematografica trascendentale”. Poi i ringraziamenti; da Martin Scorsese ai suoi genitori: in una passerella ideale di tutti coloro che hanno permesso a Leonardo DiCaprio di diventare quello che è oggi. Infine parla del cambiamento climatico: “dobbiamo lavorare assieme e smetterla di posticipare, lavorare a favore degli autoctoni, degli indigeni, per migliorare il rapporto uomo/ambiente: quest’ultimo viene snobbato dalla volontà di potere, non diamo per scontato questo pianeta”

A fine serata una delle maggiori sorpese. Morgan Freeman premia come miglior film Il caso Spotlight. Il cast del film fa un appello a Papa Francesco affinchè protegga i bambini dagli abusi ed esprime grandi lodi ai giornalisti che investigano e portano allo scoperto casi scottanti, come quello degli abusi sessuali della chiesa, di cui tratta il film.

Alla fine, tirando le somme, Mad Max: Fury Road è il film più premiato, con gran parte delle cosiddette statuette tecniche (costumi, scenografia, trucco e acconciature, montaggio, montaggio sonoro e sonoro): in tutto sei Oscar.  The Revenant lo segue con tre premi – tra i quali due fra i più importanti – regia, attore principale e fotografia. Il Caso spotlight si aggiudica le statuette per la miglior sceneggiatura e il miglior film, mentre Inside Out, pellicola della Pixar, vince come miglior lungometraggio di animazione.
A completare le premiazioni, Mark Rylance per Il Ponte delle spie e Alicia Vikander per The Danish girl vincono gli Oscar come migliori attori non protagonisti, mentre Il figlio di Saul, del regista László Nemes, è il miglior film straniero.

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