Siria, Putin annuncia il ritiro delle truppe russe

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Russian President Vladimir Putin attends the State Council Presidium meeting on road traffic safety in Yaroslavl, Russia, 14 March 2016. About 350,000 people were killed in road accidents in Russia in the past ten years and over three million were injured, according to official figures.  ANSA/ALEXEY NIKOLSKY / SPUTNIK / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT

L’annuncio è stato dato con grande enfasi in diretta tv dal presidente Vladimir Putin

Nel giorno del quinto anniversario della rivolta contro Assad, al via oggi il ritiro delle truppe russe dalla Siria. L’annuncio è stato fatto ieri da Putin: gli obiettivi sono stati raggiunti e il presidente siriano è pronto a avviare un processo politico, afferma il Cremlino.

La decisione è stata spiegata con l’intento di facilitare i negoziati ripresi a Ginevra tra governo e opposizioni. Negoziati che l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, ha definito come “il momento della verità”, mentre il cessate il fuoco è arrivato inaspettatamente al diciassettesimo giorno.

In serata Barack Obama e Putin in una telefonata, resa nota dalla Casa Bianca, hanno discusso del ritiro e “dei prossimi passi necessari” per la fine delle ostilità.

Il capo del Cremlino, citato dalle agenzie russe, ha detto che “gli obiettivi sono stati raggiunti”, le forze russe hanno “creato le condizioni per far iniziare il processo di pace” e ora il loro ritiro può essere “una buona motivazione per dare inizio ai negoziati politici tra le forze del paese”.

Putin ha informato della decisione in una conversazione telefonica il presidente siriano Bashar al Assad, il quale – riferisce il Cremlino – gli avrebbe assicurato di “essere pronto a iniziare il processo politico il più presto possibile”.

Ma va detto anche che  Mosca non ha mai ammesso il dispiegamento di truppe sul terreno, bensì solo di forze aeree per la lotta al terrorismo. E l’Isis rimane padrone di vaste regioni, tra cui quella di Palmira, dove le forze governative stanno avanzando proprio con l’appoggio dei bombardamenti russi.

In secondo luogo, rimarrà operativo, insieme alla base navale di Tartus, l’aeroporto russo di Hemeimeem, nella provincia di Latakia, da cui partono i raid.

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