Siria, la via diplomatica

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U.S. Secretary of State John Kerry, right, talks with Russian Foreign Minister Sergey Lavrov, second left, in Moscow Tuesday, Dec. 15, 2015. Kerry arrived in Moscow to hold talks with Lavrov and Russian President Vladimir Putin. (ANSA/AP Photo/Ivan Sekretarev)

Intesa all’Onu sulla road map per una soluzione politica del conflitto siriano. E’ la prima volta che Stati Uniti e Russia (nonostante le divergenze) prendono, insieme, un impegno concreto

Svolta per la Siria? Forse ci siamo. Per la prima volta da quando nella nazione mediorientale è esplosa la guerra civile quasi cinque anni fa, il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha dato il via libera ad una soluzione politica su cui Russia e Stati Uniti – nonostante le differenze – hanno trovato un accordo. Il Consiglio ha approvato all’unanimità una risoluzione per il cessate-il-fuoco e per l’entrata nel vivo di trattative politiche volte a porre fine al conflitto a Damasco e dintorni.

La misura, adottata da tutti i 15 Paesi membri del Consiglio, rappresenta una pietra miliare visto che Mosca e Washington sono sempre stati divisi sul futuro del presidente siriano Bashar al-Assad. Ora, lungo l’asse Cremlino-Casa Bianca c’è almeno un’intesa su una road map politica volta ad avviare un processo di pace concreto. Proprio per questo ieri da New York Paolo Gentiloni, ministro italiano degli Esteri, ha lodato lo “straordinario sforzo diplomatico da parte di Usa e Russia”.

Pur essendo significativa, però, l’intesa non è priva di ostacoli: resta da determinare quali gruppi di ribelli potranno partecipare ai negoziati previsti all’inizio del prossimo gennaio con il governo siriano e se quei gruppi vorranno sedersi al tavolo delle trattative senza la garanzia che Assad vada a casa. In sospeso poi c’è la designazione di gruppi terroristici, che in quanto tali non rientrerebbero nell’accordo sul cessate-il-fuoco. Su questo fronte, la risoluzione fa riferimento agli sforzi condotti dalla Giordania per trovare un “accordo comune” proprio su quella designazione.

La risoluzione Onu è stata approvata dopo una riunione fiume tra diplomatici andata in scena al Palace Hotel a Manhattan. Là si è svolto il terzo round di incontri del cosiddetto International Syria Support Group (Issg), i cui sforzi vengono di fatto promossi dalle Nazioni Unite. E’ nei due round precedenti, tenuti a Vienna a ottobre e novembre, che era stata messa a punto una road map diplomatica per la Siria: un cessate-il-fuoco entro gennaio, a seguire trattative (mediate dall’Onu) tra il governo siriano e i gruppi dell’opposizione e le elezioni entro 18 mesi.

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