Siria, i colloqui di Ginevra a rischio dopo l’attentato Isis a Damasco

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Un edificio distrutto dallo scoppio di un'autobomba. ANSA/STRINGER

L’attentato rivendicato dall’Isis è avvenuto nel distretto di Sayida Zeinab della capitale siriana, zona a maggioranza sciita

L’attentato con cui lo Stato islamico ha ucciso 60 persone in una zona sciita di Damasco non ha colpito solo la Siria, ma anche i colloqui con cui l‘Onu a Ginevra vuole far negoziare le parti coinvolte nel conflitto. Appelli a non lasciare che l’attacco faccia naufragare i colloqui, i primi in due anni, sono arrivati da più parti, tra cui l‘Unione europea e gli Stati Uniti.

L’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, si è detto “ottimista e determinato” sui colloqui. Dopo l’incontro con l’Alto comitato negoziale della coalizione dell’opposizione siriana, che non parla direttamente con il regime, de Mistura ha riferito che il gruppo “merita che io presti attenzione alle loro preoccupazioni”. L’Onu mira a raggiungere un cessate il fuoco entro sei mesi e poi arrivare ad una transizione politica. In 5 anni di conflitto sono morte piu’ di 250mila persone mentre oltre 10 milioni sono gli sfollati.  Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha spinto ad andare avanti sottolineando che “non esiste soluzione militare al conflitto”. Analogo l’appello dell’alta rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, secondo cui l’attentato di Damasco voleva impedire i negoziati, “probabilmente l’unica opportunità di mettere fine al conflitto”. Anche il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, ha lanciato un accorato appello: “Chiedo a tutte le parti di mettere il popolo siriano nel cuore delle discussioni e sopra gli interessi di parte”

Intanto, a Ginevra si è svolto il primo incontro tra l’inviato speciale Onu, Staffan de Mistura, e l’opposizione.

Secondo i dati delle Nazioni unite, in quasi cinque anni di guerra sono morte 260mila persone, mentre più di 12 milioni di siriani di cui 5,5 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata. L’attentato rivendicato dall’Isis è avvenuto nel distretto di Sayida Zeinab della capitale siriana, zona a maggioranza sciita dove si trova la tomba di Zaynab, nipote del profeta Maometto.

L’area, dove è forte la presenza del movimento Hezbollah alleato al regime, è meta di pellegrinaggio per gli sciiti, che per visitarla arrivano anche da Iran, Libano e altri Paesi. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 60 persone sono state uccise, di cui 25 combattenti sciiti, schierati a fianco del presidente Bashar Assad. Il bilancio pare però destinato ad aumentare a causa dei molti feriti.

 

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