Siria, bombe russe e di Assad su due ospedali: decine di morti

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Una delle due strutture è gestita di Medici Senza Frontiere. L’associazione accusa: “L’attacco sembrava mirato”

Due ospedali sono stati colpiti nelle ultime ore da raid aerei russi e governativi siriani nel nord della Siria. Lo riferiscono fonti mediche locali a conferma di quanto affermato nelle ultime ore da organizzazioni umanitarie della regione di Aleppo e Idlib, dove prosegue l’offensiva lealista a nord di Aleppo protetta dall’aviazione russa. Le fonti precisano che in un raid governativo è stata colpita la clinica ginecologica e il reparto di pediatria dell’ospedale di Azaz, tra Aleppo e il confine turco, provocando 9 vittime. In un raid russo è stato invece colpito un ospedale a Marrat Numan, nella regione di Idlib. Le fonti affermano che questo secondo ospedale è gestito da Médecins Sans Frontières.

L’attacco contro l’ospedale sostenuto da Medici senza frontiere (Msf) nella regione di Maaret al Noomane, a 280 chilometri a nord di Damasco, in Siria, “sembrava mirato” a colpire la struttura sanitaria. Lo ha detto oggi Massimiliano Rebaudengo, capo della missione di Msf in Siria. “Condanniamo questo attacco nei termini più forti. La distruzione dell’ospedale lascia circa 40.000 persone senza accesso ai servizi medici in una zona attiva del conflitto”, ha detto Rebaudengo.

Secondo l’Osservatorio siriano sui diritti umani, organizzazione non governativa con sede a Londra ma presente sul terreno con una rete di attivisti, il bilancio provvisorio è di almeno 14 morti e 30 feriti. Msf non ha diffuso cifre sulle vittime, ma ha confermato che almeno otto membri del personale medico risultano dispersi dopo che quattro esplosioni hanno colpito la struttura con 30 posti letto, 54 dipendenti, due sale operatorie, un reparto un ambulatorio e un pronto soccorso. Secondo Medici senza frontiere, l’ospedale è stato colpito quattro volte in due attacchi a pochi minuti di distanza. Con quello di oggi salgono a 14 gli ospedali sostenuti da Msf dall’inizio dell’anno: circa uno ogni quattro giorni. L’organizzazione sostiene circa 150 ospedali in Siria.

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