Sinistra divisa dopo la lettera dei tre sindaci

Sinistra
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia lascia la sede del Pd al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, 02 dicembre 2015. Roma. ANSA/ANGELO CARCONI

Molte le reazioni da parte dell’universo a sinistra del Pd. L’appello all’unità lanciato da Pisapia, Doria e Zedda non è stato accolto positivamente da tutti e anzi sembra aver diviso ulteriormente la sinistra

Ieri Marco Doria, Giuliano Pisapia e Massimo Zedda dalle pagine di Repubblica avevano lanciato un appello di unità al centrosinistra in vista delle elezioni amministrative. All’appello sono seguite le reazioni non proprio entusiaste da parte dei rappresentanti dei partiti a sinistra del Pd.

Il primo commento è stato di Claudio Fava, tra i promotori di Sinistra italiana, che giudicava l’appello “generoso e di buon senso politico, che Sinistra Italiana dovrebbe far proprio e sostenere con altrettanta generosità”. Dario Stefàno, Senatore di Sel, è d’accordo con i sindaci e si chiede: “Perché non fare le primarie? Perché chiudere con il centrosinistra e accettare questa mutazione genetica?”. D’accordo con l’idea di Pisapia, Zedda e Doria anche Alfredo D’Attorre che sentito da Unita.tv ci teneva a precisare che va bene l’unione del centrosinistra, ma “per riaprire il cantiere si deve lavorare per la sconfitta di Renzi”.

Categorico anche Nicola Fratoianni che definisce l’appello “un contributo importante verso il quale nutriamo rispetto e interesse” ma precisa che “ad oggi il centrosinistra nazionale non c’è più e le posizioni del governo Renzi sono politiche di destra. Noi siamo in campo contro questa politica”. Va giù duro anche Sergio Cofferati che sostiene sul blog che tiene sull’Huffington Post che “la stagione del centro sinistra in Italia è, secondo me, finita, e occorre dirlo con la dovuta nettezza e chiarezza. È finita perché il Partito Democratico ha cambiato composizione, natura ed elementi valoriali”

Molto critico Pippo Civati che dal blog di Possibile definisce la lettera dei sindaci “una versione anticipata ed esasperata del voto utile”. Stefano Fassina, candidato in pectore per Sinistra italiana a Roma, intervistato da Repubblica sostiene che l’appello dei sindaci “è importante, spero che Renzi lo accolga con atti di discontinuità rispetto alle scelte che hanno portato la rottura del centrosinistra”, ma comunque ci tiene a precisare che “a Roma non ci sono le condizioni per andare alle amministrative con il Pd, perchè il Pd romano non è affidabile”. Contrario all’alleanza con il Pd anche Giorgio Airaudo, deputato Sel, che sfiderà Piero Fassino nelle prossime amministrative: “I dem hanno ucciso il centrosinistra, ma noi siamo ambiziosi”.

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