Sindaci in lotta contro la burocrazia: “Il sisma è stato più veloce”

Terremoto
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Ci si aspettano più di 200mila domande di sopralluoghi a immobili danneggiati “Più di ogni altra emergenza”

Sono ottantamila le domande di sopralluoghi a immobili danneggiati già arrivati nei comuni colpiti dal terremoto, e altrettanti se ne aspettano nei prossimi giorni: “Ci aspettiamo duecentomila domande. Sono quattro volte più che all’Aquila, più di ogni altra emergenza”, dice il presidente dell’Anci, Antonio Decaro arrivato nei luoghi del terremoto.

Ma non è il solo problema che i sindaci dovranno affrontare, loro sempre in prima linea nell’emergenza, dovranno fare di tutto per tenere unite le proprie comunità, ma anche denunciare le lentezze della burocrazia che possono diventare pericolose per i cittadini.

Il presidente Decaro, già sindaco di Bari, ha chiare le priorità: “Questo è il momento dell’esodo, poi verrà il momento della ricostruzione – dice Decaro -. E’ importante che i sindaci tengano unita anche in un luogo diverso la comunità, che è fatta di case, di scuola, di chiesa, ma la cui anima è lo stare insieme delle persone. E questo il terremoto non se lo porta via“.

Intanto non rallenta l’attività sismica nelle zone colpite dal terremoto. Dalla mezzanotte di ieri, nell’area tra Rieti, Perugia, Macerata e Ascoli Piceno sono state registrate infatti 76 scosse, l’ultima alle 7,02, di magnitudo superiore a 2. La più forte di magnitudo 3,2 alle 5,30 con epicentro nella provincia di Macerata. Un segnae che no aiuta davvero le popolazioni, ormai allo stremo.

Il primo cittadino di Ascoli, Guido Castelli, vicepresidente Anci, chiede al premier Renzi di “cambiare l’impostazione dei decreti” sul terremoto, rendendo più veloci ed efficaci le procedure e affidandosi di più alle autonomie locali. Un problema che in molti sentono come prioritario: “Alcuni edifici storici del mio paese potevano essere salvati dal terremoto del 26 e del 30 ottobre se dopo quello del 24 agosto la Sovrintendenza ci avesse dato l’autorizzazione a puntellarli. Ma la burocrazia è troppo lenta, il sisma è stato più veloce” ha detto il sindaco di Amandola, piccolo borgo del Fermano. Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro rincara la dose e afferma che se le verifiche sugli edifici andranno ancora a rilento “con una nuovo terremoto rischiamo di contare i crolli. E se arriva di notte anche i morti”.

E una prima risposta dal Governo c’è. In un’intervista al Corriere della Sera il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini assicura: “Condivido il grido di dolore che arriva dai sindaci esposti in prima linea sul terremoto e che protestano perché alcune cose non vanno. Nell’imminente decreto legge annunciato dal presidente del Consiglio ( che dovrebbe arrivare tra giovedì e venerdì) inseriremo norme straordinarie per i beni culturali. Certe regole troppo vincolanti sono nemiche della necessaria velocità”.

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