Sicurezza, esercito, servizi: tutte le nomine del governo

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La combo, realizzata con sei immagini di archivio, mostra: da sinistra in alto Franco Gabrielli, Mario Parente e Alessando Pansa, da sinistra in basso Carmine Masiello, Giorgio Toschi e Valter Girardelli.
ANSA

Il consiglio dei ministri vara le nomine ai vertici della sicurezza: “In carica per due anni”

Non c’è Marco Carrai, nonostante le informate anticipazioni dei giorni scorsi. E non c’è neppure Francesco Paolo Tronca che confidava, probabilmente rassicurato, di passare dal Campidoglio direttamente alla guida dei Servizi segreti. C’è il più grande giro di nomine relative alla sicurezza ma anche alla diplomazia e al Consiglio di Stato, vera riserva di professionisti e grand commis della Repubblica. E c’è il tanto atteso decreto banche, ovverosia come saranno risarciti i risparmiatori che hanno perso soldi con le obbligazioni delle quattro banche “fallite” (CariChieti, CariFe, Banca Etruria e Banca Marche). Il rimborso forfettario, ha spiegato il pemier, «vale per tutti quelli che hanno acquistato obbligazioni entro la data del 12 giugno 2014». Rimangono fuori soltanto 158 persone «che hanno acquistato sul mercato elettronico secondario a prezzi scontati. Definirli truffati è un po’ difficile, ma avranno la possibilità di ricorrere all’arbitrato».

È stato come previsto un consiglio dei ministri lungo e intenso. Un vero nomination day che ha tenuto insieme decine e decine di nomine, tra vertici e prefetti. Per chi si occupa di sicurezza da anni è un po’ la chiusura del cerchio. Quando le cose vanno al loro posto. Per una volta nel modo giusto. Alessandro Pansa è stato con Gianni De Gennaro e Antonio Manganelli uno dei pilastri della sicurezza degli ultimi vent’anni. È diventato Capo della polizia nel maggio 2013 e a giugno sarebbe andato in pensione. Tre anni difficili sul fronte della lotta al terrorismo e nelle gestione dei flussi migratori che Pansa, da buon napoletano, ha gestito con sangue freddo e senza nascondere che «un po’ di scongiuri sono sempre necessari». Molti davano chiusa qui la sua carriera. Pochi sapevano che invece si era aperta per lui la casella più importante della nostra intelligence, la guida del Dis, l’organismo che gestisce il lavoro e le informazioni di Aise (ex Sismi) e Aisi (ex Sisde). Complice anche il desiderio, da parte del premier e del suo staff, di cambiare la cabina di regia del Dis, affidato da quattro anni all’ambasciatore Gianpiero Massolo, un profilo forse un po’ troppo politico e meno operativo. Al posto di Pansa sale alla guida del Viminale il prefetto di Roma Franco Gabrielli, ex capo della Protezione civile, ex capo del Sisde e, soprattutto, un investigatore puro, un figlio della polizia e della Digos che per anni ha guidato l’antiterrorismo tagliando le radici alle Brigate Rosse che avevano rialzato la testa con gli omicidi Biagi e D’Antona. Una nomina, questa, invece attesa. E che Gabrielli, 55 anni, ha sempre considerato, nonostante i diversi incarichi, il vero obiettivo della sua carriera. Piace, soprattutto alla base, la promozione di Mario Parente, indimenticato capo del Ros quando il Reparto speciale sfornava inchieste dopo inchieste, alla guida dell’Aisi in sostituzione di Esposito (in pensione). Anche Parente è un investigatore puro, antimafia, antiterrorismo, lotta alla corruzione, un curriculum che pochi possono vantare.

Il nomination day è stato sollecitato anche per liberare la casella, diventata improvvisamente scomoda, del Capo di Stato maggiore della Marina militare. Le indagini (della procura di Potenza) che hanno coinvolto l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi hanno convinto che era peferibile non concedere proroghe ad un ufficiale che comunque sarebbe andato in pensione a fine giugno. Il suo posto sarà preso dall’ammiraglio Girardelli. Il generale della Guardia di Finanza Giorgio Toschi, a lungo comandante in Toscana, assume il vertice della Fiamme Gialle al posto del generale Capolupo.

«Per le nomine non ci sono amici ma solo uomini di esperienza» ha detto Renzi polemizzando con chi in questi mesi ha scommesso a più riprese sulla nomina di Marco Carrai alla guida di qualche agenzia di intelligence. Carrai avrà un incarico a palazzo Chigi «ma non istituzionale». Piuttosto una consulenza nell’ambito dei big data. «Marco è mio amico come tante persone che lavorano nel mio staff – ha rivendicato il premier. «Gli ho chiesto di darmi una mano nel settore dei big data. Spero non abbia cambiato idea». Il ruolo di consigliere militare di palazzo Chigi, vacante da mesi, è stato affidato al generale Masaniello.

Chiuso il capitolo nomine, Renzi ha passato la parola al ministro Padoan per l’atteso capitolo risarcimenti. Il rimborso sarà automatico ma con alcuni paletti: fino all’80%, senza arbitrato, purché il reddito lordo sia sotto i 35.000 euro o un patrimonio mobiliare sotto i 100.000 euro. Saranno circa 5 mila i risparmiatori che avranno diritto ai rimborsi automatici. Un po’ più della metà dei circa 10.000 obbligazionisti coinvolti dal crack delle banche. I rimborsi arriveranno dal Fondo bancario e non saranno razionati.«Non c’è il rischio – ha detto Padoan – che ad un certo punto qualcuno arriva e non trova più i soldi».

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