Sicurezza e integrazione, la sinistra europea in conclave a Roma

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Un seminario a porte chiuse organizzato da Policy Network e dal Pd per elaborare una strategia progressista di fronte alle emergenze legate a terrorismo e immigrazione

Dal tardo pomeriggio di domani fino a domenica all’ora di pranzo, si ritroveranno a Roma alcuni dei principali policy makers europei in tema di politica estera, sicurezza, immigrazione e integrazione per provare a mettere a fuoco un punto di vista progressista condiviso su questi temi. L’appuntamento è stato coperto dal più stretto riserbo. A lavorare alla sua organizzazione sono stati il ministro Paolo Gentiloni e la deputata dem Lia Quartapelle, in stretta collaborazione con il think tank britannico di ispirazione blairiana Policy Network.

Tra i nomi più importanti, oltre al ministro Gentiloni, ai sottosegretari Enzo Amendola e Sandro Gozi, alla stessa Quartapelle e ad altri parlamentari, esperti e consulenti del governo italiano, ci saranno il vicepremier olandese Lodewijk Asscher, il ministro francese Harlem Désir, altri esponenti dei governi svedese, francese e tedesco, oltre a politici di partiti che fanno riferimento al Pse e rappresentanti di fondazioni di marca progressista, dal segretario generale della Feps Ernst Stetter, a Peter Mandelson e Matthew Laza (rispettivamente presidente e direttore di Policy Network), Matt Browne (dell’americano Center for American Progress), Gilles Finchelstein (fondazione Jean-Jaurès), Carlos Garnero Gonzalez (Fundacion Alternativas) e altri.

Si tratta della terza tappa di un percorso promosso da Policy Network, che ha già toccato Parigi e Berlino. Mentre nelle due occasioni precedenti, il confronto si è incentrato sui temi della crescita economica e del lavoro, si è deciso di concentrare l’appuntamento italiano più sull’altra grande emergenza di questo periodo, legata proprio al terrorismo e all’immigrazione.

La cena di apertura di domani sera, in realtà, si concentrerà non solo sulla crisi dei rifugiati, ma anche su un tema caldo come il referendum britannico sull’uscita dall’Ue. Domenica, invece, dopo il saluto introduttivo di Mandelson, l’appuntamento a porte chiuse alla Sala Capranichetta, proprio di fronte alla Camera dei deputati, si concentrerà sull’agenda di centrosinistra per la sicurezza europea, a partire dalla ricerca di soluzioni condivise per i conflitti in Medio Oriente e Nord Africa. Uno dei quesiti su cui si concentrerà la discussione sarà proprio l’opzione tra un intervento militare a la ricerca di soluzioni diplomatiche.

Successivamente si affronterà il tema dell’integrazione degli immigrati nelle comunità europee, alla ricerca di una risposta di centrosinistra, alternativa non solo a quella proveniente dalla destra europea, ma anche e soprattutto a quella dei movimenti populisti. A chiudere i lavori sarà infine il ministro Gentiloni.

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