“Sicuramente non la votiamo”: dal Gay Village il No a Virginia Raggi

Roma
GAY VILLAGE

Ieri l’incontro tra la comunità lgbt e i candidati sindaco a Roma, Roberto Giachetti e Stefano Fassina. Assente la Cinquestelle

“Virginia Raggi sicuramente non la votiamo, diciamoci la verità. Ha declinato il nostro invito con una mail dicendo che aveva altri impegni nei municipi”. Il Gay Village risponde ufficialmente alla “buca” data dalla candidata sindaco a Roma per il Movimento 5 stelle: a parlare Imma Battaglia, attivista, consigliera comunale e organizzatrice del Gay Village, ieri poco prima dell’inizio dell’incontro tra la comunità lgbt e Roberto Giachetti e Stefano Fassina, gli unici, insieme alla Raggi, ad essere stati invitati sul palco del Gay Village e i soli ad aver accettato di rispondere alle domande sul loro programma e in particolare su temi come bullismo, omofobia, aggregazione, lotta alle discriminazioni, ma anche turismo gay, Scuola e Gender, Gay Pride. “Raggi era una persona disponibile in Consiglio – ha detto Battaglia – poi è stata illuminata…”, ha detto ironicamente.

Tante le domande ai due candidati durante il confronto all’americana moderato da Imma Battaglia e Vladimir Luxuria: d’obbligo quella sulla celebrazioni delle unioni civili, dopo che Alfio Marchini ha annunciato che non celebrerà le unioni civili se sarà sindaco pur non avendo “nulla contro il riconoscimento dei diritti civili”. Entrambi le celebreranno, assicurano, e lo faranno con orgoglio nelle sale ufficiali, quelle del Campidoglio, hanno dichiarato Fassina e Giachetti. “Sarò fiero, a differenza di qualche altro candidato – ha aggiunto Giachetti -, di celebrare le unioni civili”. “Siamo arrivati tardi ad un approdo che è merito soprattutto delle vostre battaglie”, ha commentato Fassina.

Entrambi si dicono, inoltre, favorevoli a partecipare da sindaci al Gay Pride, ma per evitare strumentalizzazioni, ha aggiunto Giachetti non parteciperò al prossimo (che si terrà l’11 giugno, ndr) perché non voglio, siccome cade quando saremo ancora in campagna elettorale”. Alla domanda se le coppie Gay e lesbiche con figli debbano avere diritto al welfare (come l’accesso ai nidi) come le coppie etero, ha risposto: “Assolutamente sì”. “Sono orgoglioso – ha aggiunto – di avere una candidata transessuale nella lista socialista” (che lo supporta, ndr).

Infine, anche un po’ di spazio al gioco con delle piccole confessioni da parte dei candidati: alla domanda se mai un gay ci avesse provato con loro, Fassina ha raccontato che gli è capitato durante una missione per lavoro in Sud America da parte di un funzionario del posto, che addirittura si presento alla sua camera d’albergo, ma fu poi respinto. Giachetti invece ha raccontato due episodi: il primo tanti anni fa all’Alibi, famosa discoteca romana prevalentemente frequentata dalla comunità omosessuale, quando un ragazzo, poi allontanato, “voleva praticamente ‘violentarmi'”, ha detto Giachetti scherzando. Il secondo con un suo caro amico, che si innamorò di lui, non ricambiato e con il quale poi si è mantenuta una profonda amicizia.

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