Si è spento Gene Wilder, indimenticabile Dr Frankenstein e Willy Wonka

Cinema
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Il nipote dell’attore ha dichiarato che la morte è sopravvenuta a causa di complicazioni dovute al morbo di Alzheimer

Gene Wilder si è spento a 83 anni: attore, sceneggiatore, regista e scrittore americano, particolarmente amato per aver dato vita ad alcuni personaggi entrati nella storia del cinema e nel cuore di molti spettatori. In Italia è ricordato soprattutto per le sue battute fulminanti nel ruolo del dottor Frederick Frankenstein, in un film che lo stesso Wilder aveva fortemente voluto. Frankestein Jr nasce infatti da un’idea dell’attore, che la sottopone al suo amico Mel Brooks raccogliendo inizialmente pareri poco incoraggianti. Alla fine i due collaborano alla sceneggiatura e ne viene fuori il film che dal 1974 ad oggi viene periodicamente riproposto nei palinsesti televisivi nostrani (preferibilmente natalizi).

Ma prima dell’exploit nei panni del creatore del mostro ideato da Mary Shelley, ci sono almeno altre due pellicole fondamentali che contribuiscono a iscrivere la verve e l’espressività dell’attore nell’immaginario collettivo. Si tratta di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato del 1971, che all’epoca non riscuote particolare successo di critica e pubblico, ma che con il tempo si rivela una vera e propria pellicola di culto, e Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma che non avete mai osato chiedere), in cui Wilder si vede assegnare dal regista, Woody Allen, un ruolo dirompente: il dottore che si innamora della pecora di un pastore armeno.

Un importante snodo nella carriera di Gene Wilder è il progressivo cementarsi dell’amicizia con il regista Mel Brooks, di cui diviene una sorta di attore feticcio. Entrambi esordiscono (il primo in un ruolo da protagonista, l’altro dietro la cinepresa) con il film Per favore non toccate le vecchiette, del 1968. Il culmine del loro sodalizio artistico avviene nel 1974, anno in cui oltre a Frankenstein Jr esce anche Mezzogiorno e mezzo di fuoco, terzo film di Mel Brooks, che riceve tre nomination agli Oscar.

Un altro incontro fondamentale è quello con Richard Pryor, comico americano con cui fa coppia in 4 film: Wagon – lits con omicidi del 1976, Non guardarmi non ti sento del 1989, Nessuno ci può fermare del 1980 e Non dirmelo… non ci credo del 1991.

Ma non solo le figure maschili sono legate a doppio vincolo alla parabola dell’attore di Milwaukee: nel 1984, con il suo terzo film da regista, Wilder porta alla ribalta la bellissima Kelly LeBrok, con un film, La signora in Rosso, che nello stesso anno diventa in Italia un’autentica sorpresa al botteghino.

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