Si apre il Consiglio europeo: sul tavolo immigrazione e sicurezza

Ue
epa04918457 A handout picture provided by the Marine Nationale Francaise (French Navy) on 07 September 2015 shows the French Navy crew of the 'Commandant Bouan' patrol vessel rescuing migrants during the EU sea patrol mission Triton/Frontex, from southern Italy to southern Malta, in the Mediterranean Sea, on 05 September 2015. The 'Commandant Bouan' patrol vessel, engaged in the Triton/Frontex mission since 31 August 2015, rescued more than 320 people during this operation.  EPA/SEBASTIEN CHENAL/MARINE NATIONALE/HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Si discuterà il pacchetto della Commissione Ue per l’istituzione di un corpo europeo per l’intervento sui confini esterni di Schenghen

La crisi migratoria e la questione sicurezza saranno i temi principali sul tavolo del Consiglio europeo che si terrà oggi, a partire dalle 16, e domani.

Ultimo Consiglio del 2015 e primo convocato non d’urgenza, il vertice, alla presenza di capi di stato e di governo europei, si focalizzerà in particolare su tre punti: l’attuazione concreta delle misure adottate e ancora non messe in pratica, il controllo delle frontiere esterne dell’area Schengen e il nuovo pacchetto presentato dalla Commissione europea per istituire una guardia costiera e frontaliera europea. “Un’urgenza” per il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che ha parlato da Strasburgo per “conservare Schengen” e di rafforzare le frontiere esterne.

La proposta di Bruxelles è quella di creare un corpo europeo di guardacoste e guardie di frontiera che interverrebbe sui confini esterni di Schenghen in caso di crisi mal gestita dallo Stato membro responsabile persino senza il consenso del Paese in questione. Su questo punto, quindi, potrebbe accendersi la discussione durante il Consiglio europeo dal momento che, se il pacchetto venisse approvato, si ridurrebbe sensibilmente la sovranità nazionale dei Paesi membri.

Per l’Italia la via della “federalizzazione” è percorribile dietro una revisione del trattato di Dublino. Per il nostro Paese, infatti, il sistema non dovrebbe riguardare esclusivamente l’arrivo dei migranti alle frontiere esterne, ma anche la gestione dei flussi di rifugiati che al momento è governata dalla logica dell'”ognuno per sé” del regolamento di Dublino.

La questione del Regno Unito sarà invece al centro dei lavori di questa sera. Anche il tema “Brexit” porterà probabilmente a discussioni infuocate dal momento che il primo ministro britannico David Cameron non ha intenzione di fare marcia indietro sui punti riguardanti la modifica delle regole comunitarie per limitare i benefici sociali ai cittadini Ue che lavorano nel Regno Unito oltre alle limitazioni sulla libera circolazione di cittadini europei nei Paesi membri.

Il premier Matteo Renzi, che arriverà al summit dopo aver partecipato al pre-vertice dei leader del Pse e dopo un incontro bilaterale con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e uno con il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, affronterà il tema della procedura di infrazione contro l’Italia sull’identificazione dei migranti entrati nel nostro Paese.

Ieri, intervenendo di fronte alle Camere, Renzi aveva chiarito che l’Italia è al cento per cento delle identificazioni di migranti e “prima di parlare di procedura di infrazione – ha commentato il capo del governo – bisognerebbe collegare la realtà con le idee, cosa che non sempre accade”.

 

Vedi anche

Altri articoli