Si aggravano le tensioni in Medio Oriente, l’Iran vieta il pellegrinaggio alla Mecca

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Nel pieno del caos tra Tehran e Riad, la televisione iraniana di Stato Irib mostra le immagini di una nuova base missilistica sotterranea

Si aggravano le tensioni politiche nel Medio Oriente, che appare sempre più vicino a un disastroso conflitto regionale: l’Iran decide di sospendere l’Umrah hajj, il pellegrinaggio minore alla Mecca, fino a quando le “condizioni di sicurezza non saranno garantite ai pellegrini”. La scelta presa da Teheran – fa sapere il portavoce del governo – fa riferimento alla strage avvenuta a Mina a settembre, quando 464 iraniani morirono nella calca durante l’hajj, l’annuale pellegrinaggio alla Mecca.

Un incidente gravissimo per il quale Teheran ha sempre imputato la responsabilità alle autorità saudite. L’annuncio si inserisce nel clima di fortissima tensione innescato dall’esecuzione dell’imam sciita Nimr al-Nimr da parte delle autorità saudite che, di fronte alla dura reazione di Teheran, hanno rotto le relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica provocando l’espulsione dei rappresentanti diplomatici. Ora i sauditi hanno deciso di sospendere tutti i voli da e verso l’Iran. E intanto in Iraq due moschee sunnite sono state attaccate.

E ancora, oggi la televisione iraniana di Stato Irib mostra le immagini di una nuova base missilistica sotterranea, inaugurata dal Presidente del Parlamento, Ali Larijani. I missili, tra cui quelli Emad, avrebbero una portata di 1.700 chilometri.

Intanto, in entrambi i paesi coinvolti si prova a portare avanti anche una battaglia sul fronte della diplomazia. Le missioni diplomatiche di Arabia Saudita e Iran all’Onu hanno inviato due lettere al Consiglio di Sicurezza e al segretario generale Ban Ki-moon. Nella missiva, l’Arabia Saudita “condanna il fallimento del rispetto dell’inviolabilità delle sedi diplomatiche da parte delle autorità iraniane” e chiede al Consiglio di Sicurezza di “adottare le misure adeguate. L’Iran, da parte sua, ha espresso “rammarico” per gli incidenti e ha affermato che “adotterà le misure necessarie per prevenire altri episodi del genere in futuro”.

E c’è il rischio concreto che questa continua escalation coinvolga anche la Siria. L’amministrazione Obama teme infatti che il conflitto tra Riad e Theran, che ha già coinvolto altri Paesi lungo la divisione tra sunniti e sciiti, possa far fallire i loro sforzi nella regione, in particolar modo aggravando la situazione proprio in Siria. E c’è chi, come il “New York Times”, ritiene che Washington stia facendo poco per risolvere il conflitto mediorientale. Un editoriale del giornale americano fa notare come l’amministrazione del presidente Barack Obama si stia tenendo a distanza di sicurezza dallo scontro tra le due potenze mediorientali, per in difficoltà sempre maggiori nel giustificare l’alleanza con un paese, l’Arabia Saudita, noto per le sue violazioni dei diritti umani e l’appoggio all’estremismo islamico di matrice sunnita.

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