“Niente fregature, le tasse vanno giù”

Economia
Il presidente del consiglio Matteo Renzi a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa al termine del CdM, Roma 15 Ottobre 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Dopo quasi due ore di consiglio dei ministri, il presidente del consiglio Matteo Renzi presenta in conferenza stampa la Legge di Stabilità da 27 miliardi di euro.

Via libera alla legge di stabilità, il provvedimento che ha il compito di regolare la vita economica del paese. “È una manovra straripante di buone notizie” spiega il premier Matteo Renzi nella conferenza stampa a termine del Consiglio dei ministri. Durante la presentazione, Renzi espone la ratio su cui si basa la nuova legge di stabilità, ovvero la riduzione del carico fiscale e del debito pubblico: “Se c’è una cifra del nostro governo è che le tasse vanno giù in modo sistematico e per molti anche sorprendente”.

Una manovra che vale poco meno di 27 miliardi, ma che potrebbe arrivare a quasi 30 se bruxelles dovesse dare il via libera alla clausola di flessibilità legata agli eventi eccezionali. Renzi ricorda infatti come la flessiblità richiesta finora (riportata anche nel Def) sia legata alle riforme e agli investimenti e valga circa 13 miliardi. “Una flessibilità ottenuta – spiega Renzi – grazie anche al semestre di presidenza italiano. Noi le regole le rispettiamo, ricordiamoci che ci sono Paesi che parlano di regole europee e non le rispettano”. Nel caso invece venisse accettata la richiesta del governo di invocare un’ulteriore clausola di 0,2 punti percentuali di Pil (circa 3,3 miliardi, legata all’evento eccezionale dell’immigrazione) il saldo potrebbe lievitare a circa 30 miliardi. Un’ipotesi, quest’ultima, che permetterebbe l’anticipo di alcune misure di riduzione fiscale previste per il 2017, come la riduzione dell’Ires. 

Non si tratta di nessun regalo e di nessuno sconto, sottolinea il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “l’autorizzazione di spesa” si otterrebbe in cambio di riforme e investimenti.

Il premier ha snocciolato i vari interventi utilizzando 30 slide (e altrettanti tweet), cominciando dall‘abolizione delle tasse sulla prima casa e da una misura straordinaria sulle case popolari di efficientamento energetico ed edilizio. (Segue dopo le slide)

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Nel menù degli interventi c’è il Canone Rai in bolletta ma anche misure a sostegno della famiglia, delle imprese e per i “piu’ deboli”, sgravi per l’agricoltura e innalzamento al tetto dell’uso dei contanti.

Uno dei punti illustrati dal premier riguarda il ‘Paese più semplice’ in cui espone le nuove misure per il contante (il tetto di utilizzo da 1.000 a 3.000 euro), per le partite Iva e gli autonomi. Sotto la sigla del ‘Paese più autorevole’ vanno le misure per il rafforzamento della cooperazione internazionale in Africa, sotto quella del ‘Paese pià orgoglioso’ l’assunzione di mille ricercatori e l’introduzione di 500 cattedre speciali e altrettante “assunzioni nella cultura”.

No flessibilità pensioni ma opzione part-time. Quanto al nodo previdenziale “non c’è la flessibilità” in uscita per le pensioni, ma sono state decise quattro misure: un innalzamento della ‘no tax’ area, l’opzione donna, la settima salvaguardia degli esodati e facilitazioni per chi si avvicina all’uscita dal mondo del lavoro. La novità è rappresentata dalla possibilità per gli over 63 anni di optare per il “part time” negli ultimi anni lavorativi con oneri minimi a carico dello Stato (100 milioni). Il sistema, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe favorire l’ingresso di nuovi assunti.

L’Ires più bassa d’Europa. L’obiettivo è ambizioso. Il governo intende portare l’imposta sul reddito delle società dall’attuale 27,5% al 24% nel 2017. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità che un primo calo possa esserci già nel 2016 se la Commissione Ue autorizzerà un margine di flessibilità dello 0,2% (3,3 mld) come già spiegato.

Decontribuzione lavoro. Anche nel 2016 le aziende che vorranno assumere potranno beneficiare delle agevolazioni concesse dal governo. La decontribuzione, però, calerà progressivamente: del 40% l’anno prossimo e ulteriormente nel 2017. Lo sgravio sarà valido in ogni caso sempre fino al 2018. ”Affrettarsi”, ha consigliato il premier.

Ci saranno poi i ‘super-ammortamenti': le aziende che investono in macchinari possono ammortizzare il 140% del loro valore. Chi investe in azienda potrà ammortizzare il 140% dei propri investimenti. È una misura, una tantum, che vuole spingere gli imprenditori a finanziare lo sviluppo grazie al sostegno dello Stato. La misura varrà per tutto il 2016 ma anche per chi anticipa ed investe dal 15 ottobre 2015.

Emergenza terremoto e alluvioni. Vengono stanziati inoltre 1,5 miliardi per il risarcimento dei privati, imprese e singoli cittadini, che hanno riportato danni a seguito di eventi calamitosi, come le recenti alluvioni e i terremoti.

Lotta alla povertà. Il governo mette sul piatto 600 milioni per il 2016, 1 mld per i 2017 e altrettanti nel 2018. Le risorse dovrebbero essere destinate ai nuclei familiari in difficoltà economiche al cui interno c’e’ un minore. Ed aggiunge altri 100 milioni sono destinati a misure a favore di persone disabili che vivono grazie alla presenza dei genitori. Aumentano le risorse per il Servizio Civile.

Rilancio del Sud. Circa 450 milioni per la Terra dei Fuochi ma soprattutto risorse per il Fondo di garanzia dell’Ilva di Taranto e lo “stanziamento definitivo” per l’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Confermato anche l’innalzamento del tetto per l’utilizzo del contante, che passa dagli attuali mille euro a tremila euro, inserito nella slide dedicata al ‘Paese più semplice’ “Il tema del contante – spiega Renzi – non inciderà sull’aumento dell’evasione, visto che questo governo ha messo in piedi un’infrastruttura contro l’evasione come nessuno aveva fatto prima. Questo paese – aggiunge – ha visto finalmente una lotta all’evasione che inizia a dare frutti: nel 2015 le misure hanno portato a un aumento del gettito fiscale”

Un’altra importante novità riguarda l’attenzione per il popolo delle partite Iva: “C’è anche il Jobs Act dei lavoratori autonomi” spiega il premier. L’obiettivo è quello di migliorare il regime fiscale di vantaggio per piccoli commercianti, artigiani e liberi professionisti rimasti penalizzati dalla riforma del regime dei minimi introdotto con la manovra dell’anno scorso. Attraverso una legge delega (parte integrante della legge di stabilità) si tuteleranno maggiormente i lavoratori autonomi.

Rilevanti anche le misure per il settore agricolo. Insieme alla cancellazione dell’Irap e dell’Imu sui terreni per le imprese agricole, entrano nella legge di stabilità il finanziamento del Fondo per le agevolazioni assicurative in agricoltura contro le calamità naturali con 140 milioni di euro e una dotazione di 45 milioni per il rinnovo delle macchine agricole. Misure che in totale raggiungono oltre 800 milioni e segnano una delle azioni più forti mai fatte a sostegno del settore dell’agricoltura.

Quanto alle coperture, il presidente del Consiglio ha specificato che dalla spending review arriveranno cinque miliardi: “Abbiamo scelto di non intervenire sulle tax expenditure (le agevolazioni fiscali, ndr) perchè intervenire oggi avrebbe significato aumentare le tasse”. “Ci sono 4 miliardi da modificare, che secondo noi sarebbe giusto fare” ma, con la legge di stabilità 2016, ”volevamo dare un messaggio: non aumentiamo le tasse”. Neanche le detrazioni, ”che andavamo tagliate o almeno ridotte”.

Oltre la spending, due miliardi saranno “one off”, arrivano dalla voluntary disclosure (rientro dei capitali che vale solo nel 2016).

 

>>> Qui tutto quello che c’è da sapere sull’iter della manovra e sulla flessibilità richiesta a Bruxelles 

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