Sharapova, la regina che ha perso tutto

Sport
epa05199991 Russian tennis player Maria Sharapova announces that she has tested positive for a banned substance at a press conference at the LA Downtown Hotel in Los Angeles, California, USA, 07 March  2016. Sharapova said she failed a drug test at the Australian Open in January.  EPA/MIKE NELSON

Dopo l’annuncio della positività al Meldonium gli sponsor fuggono da Maria Sharapova

Ore 21:00 (in Italia) Maria Sharapova da anni regina, insieme a Serena Williams, del tennis mondiale si presenta a Los Angeles davanti ai microfoni per una conferenza stampa convocata in pompa magna. La giornata, tra gli appassionati e gli esperti di tennis, passa inseguendo indiscrezioni: si ritira? E’ incinta? Niente di tutto questo, basta vedere il look e il volto della bella tennista siberiana per capire che c’è qualcosa che non va. Con una camicia nera, un look mesto e una voce bassa parla ai cronisti e a tutti i tifosi che nel mondo seguono le gesta della campionessa.

L’annuncio è shock: Maria Sharapova è risultata positiva ad un test antidoping durante gli Australian Open dopo il match valevole per i quarti di finale perso contro Serena Williams. Positiva al Meldonium, un farmaco anti-ischemico spesso usato contro diabete, cefalee o problemi di cuore, che la Wada (l’agenzia mondiale anti-doping) ha inserito nella lista dei prodotti proibiti a partire dal primo gennaio. Una leggerezza dice Masha, che sostiene di non aver letto la mail che annunciava i nuovi farmaci proibiti. La campionessa ora rischia una squalifica di due anni, che metterebbe in pratica la parola fine alla sua meravigliosa carriera.

Quel che è ancora peggio è quanto successo poche ore dopo l’annuncio della ventottenne russa. Gli sponsor, che l’hanno resa la sportiva più pagata al mondo fuggono a gambe levate. Lei che sin dall’inizio è stata considerata la testimonial per eccellenza, bella e vincente, oggi si ritrova senza niente. Nike ha già annunciato di aver “sospeso” il rapporto di sponsorizzazione con la tennista russa, Porsche ha cancellato tutti gli eventi che la vedevano protagonista, mentre Tag Heuer con cui la Sharapova stava rinnovando il contratto ha comunicato che non lo rinnoverà.

Il dorato mondo della siberiana è crollato in un attimo, è bastata una sola ingenuità per portarla a fondo. Sicuramente si difenderà, proverà a dimostrare la sua buona fede, ma una squalifica, magari non di 2 anni, è quasi certa. Un peccato che una carriera da sogno sia macchiata da un episodio simile, la tennista russa in 13 anni di carriera ha vinto 35 titoli Wta tra cui 5 Grande Slam. Tre le vittorie agli Internazionali d’Italia a Roma.

Ora sicuramente la Sharapova ha sbagliato, ma l’abitudine di sfruttare gli atleti finché sono al top e poi abbandonarli alla prima difficoltà è qualcosa di odioso, che ahimè succede spesso. Ma il business è business e le aziende non vogliono legare i loro marchi ad un atleta in difficoltà.

Vedi anche

Altri articoli