Settanta anni di Repubblica, la festa di tutti

2 giugno
frecce

Per la prima volta la tradizionale parata sui Fori imperiali è stata aperta da quasi 400 sindaci d’Italia con le loro fasce tricolore, in rappresentanza degli 8.000 Comuni italiani

Con l’inno nazionale, gli onori al Capo dello Stato Sergio Mattarella, e il passaggio delle Frecce Tricolori si è conclusa ai Fori Imperiali la parata per la settantesima Festa della Repubblica.

Come ogni anno, il 2 giugno è iniziato con il tradizionale gesto simbolico con il quale il Capo dello Stato depone una corona d’alloro all’Altare della Patria.

Subito dopo, Mattarella ha dato il via alla tradizionale parata accedendo in via dei Fori Imperiali a bordo della storica Lancia Flaminia, utilizzata per la prima volta nel 1961, accompagnato dal ministro della difesa Roberta Pinotti e dagli sguardi di migliaia di cittadini presenti.

 

Scortati dai corazzieri a cavallo, i due hanno fatto partire la tradizionale parata che, per la prima volta, è stata aperta da quasi 400 sindaci d’Italia con le loro fasce tricolore, in rappresentanza degli 8.000 Comuni italiani. Una scelta tesa a dare un chiaro significato al manifestazione: il 2 giugno deve essere la festa di tutti gli italiani.

 

“Società civile e mondo militare – ha commentato il ministro della difesa – devono essere insieme anche in questa occasione, a conferma di un processo di reciproca osmosi e con l’impegno comune a contribuire alla ripresa e alla crescita dell’Italia”.

 

2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA

 

In tutto hanno sfilato circa 3.600 tra militari e civili, tra i quali anche gli studenti e i docenti di 53 scuole secondarie e gli atleti del Gruppo paralimpico della Difesa, reduci dagli Invictus Games svoltisi ad Orlando, dove hanno conquistato diverse medaglie.

A moment of the military parade for the Italian Republic Day in Rome, Italy, 02 June 2016. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

 

Poi, nel momento in cui lo speaker ha annunciato il passaggio del reggimento San Marco a cui appartengono i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, è arrivato un applauso corale. Tutti in piedi nella tribuna d’onore dove erano presenti le autorità istituzionali, da Sergio Mattarella al presidente del Consiglio Matteo Renzi ai presidenti dei due rami del Parlamento Pietro Grasso e Laura Boldrini, al presidente della Corte costituzionale Paolo Grossi. E all’applauso istituzionale si è accompagnato quello caloroso delle tribune degli spettatori.

Il messaggio di Mattarella
In un messaggio inviato al Capo di Stato maggiore della difesa, il generale Claudio Graziano, il Capo dello Stato scrive: “Il 2 giugno 1946, con il referendum istituzionale, prima espressione di voto a suffragio universale di carattere nazionale, le italiane e gli italiani scelsero la Repubblica, eleggendo contemporaneamente l’Assemblea costituente, che, l’anno successivo, avrebbe approvato la carta costituzionale, ispirazione e guida lungimirante della rinascita e, da allora, fondamento della democrazia italiana”. Il presidente della Repubblica aggiunge che “i valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di ognuno e dei popoli sono, ancora oggi, il fondamento della coesione della nostra società ed i pilastri su cui poggia la costruzione dell’europa. Dalla condivisione di essi nasce il contributo che il nostro paese offre con slancio, convinzione e generosità alla convivenza pacifica tra i popoli ed allo sviluppo della comunità internazionale“.

 

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