Serata M5S, Di Maio il duro fa quello che può

M5S
Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente della Camera, nella giornata a sostegno del candidato sindaco di Quarto (Napoli), Rosa Capuozzo (s), impegnato nel ballottaggio con il candidato del centrodestra, Quarto, 6 giugno 2015. ANSA / CIRO FUSCO

Il glaciale vicepresidente della Camera tecnicamente bravo ma antipatico

Eccolo, il politico di professione, eccolo Luigi Di Maio-il-duro del Direttorio sottoporsi al fuoco di sbarramento di Massimo Giannini che non gli fa sconti.

Serata non facile, per il Duro di Cinquestelle, e lui lo sa, per questo indossa la maschera imperturbabile, anzi sdegnata alla sola idea che si possa dire che quelle maledette intercettazioni lo mettono in mezzo: “Non parlavamo delle minacce”, è il ritornello. E vi querelo se lo dite, “mi auguro – dice lievemente minaccioso – che domani la stampa pubblicherà le mie rettifiche”, lui ha gli screenshot del suo cellulare (boh).

Gia, non sapevano niente i leaderini. A dicembre (di Quarto Unità.tv ha cominciato a scrivere a settembre), parlavano con la Capuozzo di tutto ma non delle minacce del presunto camorrista. Regge poco.

Ma Giannini, come Damilano con Di Battista a Otto e mezzo, batte sul tasto davvero dolente e insiste: non vi siete accorti di niente?”È una strumentalizzazione del Pd”, è il leit motiv. Ghisleri mostra che in tre settimane hanno perso quasi l’1%… Un contraccolpo? “Ma dove!”, quasi s’inalbera il pur glacialissimo leader M5S. Che non si scompone mai, anche se l’occhio è di fuoco.

Com’è andato, alla fine, il Duro del Movimento? Grande tecnica, non simpatico, non troppo convincente. Ma obiettivamente stasera di più non poteva fare.

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