Sequestrati 13 milioni ai fiancheggiatori di Messina Denaro. Renzi: “Contro la mafia, senza paura”

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A finire sotto la scure del provvedimento i patrimoni di quattro fiancheggiatori del boss Denaro detenuti dal 3 agosto a seguito dell’operazione “Ermes”

Nuovo colpo al tesoro di Matteo Messina Denaro e del suo clan. Polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza hanno sequestrano 13 milioni a boss e fiancheggiatori del superlatitante. Il sequestro riguarda beni mobili, immobili ed aziende di Mazara del Vallo, Castelvetrano, Salemi, Partanna, Santa Ninfa e Trapani.

Tradotto in numeri si parla di otto aziende e una quota societaria (supermercati, aziende agricole e d’allevamento ovino); 68 immobili (27 fabbricati e 41 terreni), due autovetture, 36 rapporti finanziari e bancari. L’operazione ha ricevuto anche il plauso del presidente del Consiglio che in un tweet ha elogiato il lavoro fatto per il contrasto dell’organizzazione criminale.

Il sequestro è stato disposto dal Gip Maria Pino su richiesta dal procuratore aggiunto Teresa Principato e dai sostituti Paolo Guido e Carlo Marzella della Dda di Palermo. A finire sotto la scure del provvedimento i patrimoni di quattro fiancheggiatori del boss Denaro detenuti dal 3 agosto a seguito dell’operazione “Ermes”: Vito Gondola, allevatore di 77 anni, Michele Gucciardi, imprenditore agricolo di 62 anni; Giovanni Domenico Scimonelli, imprenditore di 48 anni, l’affiliato alla cosca mafiosa di Partanna e considerato il curatore principale degli interessi di Messina Denaro; e Pietro Giambalvo, allevatore 77enne del clan di Santa Ninfa.

 

 

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