Senato, il Pd alla stretta finale

Riforme
La senatrice del Partito Democratico, Anna Finocchiaro (S), parla col ministro per le Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, durante la giornata del voto finale sulla riforma della Legge Elettorale al Senato. Roma, 27 gennaio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Migliora il clima tra i dem, ma il via libera ancora non c’è. Domani una nuova riunione

“Siamo a un momento delicato”, dice la senatrice della minoranza dem Doris Lo Moro. L’impressione, in effetti, è che il Pd sia arrivato alla stretta finale sul confronto interno in merito alla riforma costituzionale, che domani ricomincia il suo iter in commissione. Prima di quella riunione, il gruppo di lavoro del Pd tornerà a riunirsi alle 13 per cercare un’intesa che fin qui è mancata.

Come spiega il sottosegretario Luciano Pizzetti, sono state concordate alcune modifiche all’articolo 1, che riguardano le funzioni del nuovo Senato, mentre sulla scelta dei prossimi inquilini di palazzo Madama rimane per il momento solo l’indicazione di massima di un coinvolgimento degli elettori, ma resta da capire come: “C’è convergenza sull’idea – spiega Pizzetti – serve un approfondimento su come metterla in pratica. Noi siamo convinti che questo si possa fare senza toccare l’articolo 2″.

I passi avanti, quindi, ci sono. Il clima oggi è apparso più positivo che nei giorni scorsi e lo dimostra anche il fatto che “stiamo lavorando e siamo tutti d’accordo che dobbiamo chiudere entro il 15 ottobre“, come sottolineato dal ministro Maria Elena Boschi.

Il punto rimane essenzialmente politico: arriverà (e quando) un via libera alla possibilità di inserire il principio dell’elettività dei senatori nell’articolo 35 della riforma, anziché nel 2? Su questo il governo è inamovibile e la minoranza finora non ha mostrato intenzione di cedere, anche se il fronte dei senatori dissidenti non è così compatto.

Vedi anche

Altri articoli