“Sembra la Svizzera”: la Corea del Nord secondo Razzi e Salvini

Politica
Corea del Nord

Tra banalità sulla pulizia delle strade e assenza di criminalità, entrambi minimizzavano su diritti umani e minaccia atomica

“Le persone sono precise quando si danno gli appuntamenti e le strade sono pulite. Mi ricorda la mia Svizzera”. Deve essere sfuggito qualcosa ad Antonio Razzi il giorno in cui circa due anni fa commentava con un giornalista di La7 il suo viaggio in Corea del Nord. La mancanza di libertà? “Non credo che non ci siano diritti umani. Si può tranquillamente uscire, andare dove uno vuole” aveva detto candidamente. E la minaccia atomica? No, di quello non parlava il senatore di Forza Italia che anche ieri, in un’intervista all’Ansa, è tornato a giustificare Pyongyang: “Qualsiasi nazione che debba difendere i propri cittadini può affidarsi a certe ‘soluzioni'”, ha detto parlando dell’ipotesi secondo la quale il Paese avrebbe realizzato un test con la bomba a idrogeno. Di male in peggio, insomma.

Ma non era da meno neppure Matteo Salvini che di ritorno dal Paese di Kim Jong-un nel 2014 dove era andato proprio insieme a Razzi faceva notare che “la pena di morte c’è anche negli Usa, la libertà religiosa non c’è in Arabia, l’informazione libera in Cina, eccetera. I Paesi che devono fare passi avanti sono centinaia e non sono tutti sotto embargo come la Corea”. Però, faceva ancora notare il leader del Carroccio, sono completamente assenti “criminalità e prostituzione” e “non c’è una cartaccia per terra”. Sulla pulizia delle strade quindi non si discute.

Ma tutte queste dichiarazioni non possono non tornarci in mente proprio in questi giorni in cui si torna a parlare di Corea del Nord e di minaccia atomica, mentre l’Onu discute su possibili nuove sanzioni al Paese asiatico. E a chi avesse memoria breve ha pensato Gad Lerner ieri che con un tweet ha scritto: “Esplode bomba all’idrogeno in Corea del Nord e provoca terremoto. Peccato che Salvini e Razzi non si trovassero nella loro patria elettiva”. Al quale Salvini ha risposto così: “L’intelligenza di sinistra non si smentisce mai! Ciao Gad, salutami la tua patria elettiva popolata da Rom e clandestini”.

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