Semaforo rosso da Strasburgo per le etichette alimentari

Alimentazione
Un'immagine del formaggio pecorino diffusa dalla Coldiretti, 23 gennaio 2016. La vera star del Made in Italy all'estero nel 2015 è il formaggio Pecorino che fa registrare la maggiore crescita delle esportazioni italiane, con un balzo delle vendite del 23% sui mercati stranieri. E' quanto emerge da un' analisi della Coldiretti che rimarca come il saporito formaggio faccia meglio della moda - tradizionalmente uno dei punti forti del made in Italy all'estero - per la quale risulta un export addirittura in leggera flessione (-0,8%), mentre complessivamente tutte le esportazioni italiane fanno segnare un aumento in valore del 3,5%. Per tutto l'agroalimentare, comunque, il 2015 si chiude con soddisfazione, con una crescita stimata nell'ordine del 7%, a quota record 36 miliardi di euro.
ANSA/ UFFICIO STAMPA COLDIRETTI
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Esulta il ministro Martina: “Siamo sempre stati in prima linea contro il sistema di etichettatura a semaforo”. La Coldiretti: “Lo stop salva il 60% del Made in Italy”

Con 402 voti favorevoli e 285 contrari passa la richiesta del Parlamento Ue alla Commissione Ue perché ripensi il sistema dei «profili nutrizionali» sulle etichette dei prodotti alimentari. E’ una storia che ormai va avanti da più di un anno, da quando il governo Uk, con il consenso dell’Ue, introdusse l’etichettatura a semaforo sugli alimenti.

In cosa consiste l’etichettatura a semaforo? Sulle etichette dei prodotti alimentari distribuiti in Uk c’è un piccolo semaforo che fornisce a colpo d’occhio al consumatore  le informazioni nutrizionali. I colori del semaforo indicano il contenuto di zuccheri, sale, grassi e calorie per 100 grammi di prodotto. Il rosso sta per un contenuto alto di grassi, zuccheri o sale,  il giallo indica una quantità media e il verde un contenuto basso.

Questo sistema penalizza molto i prodotti italiani, e non considera le quantità consumate. Per esempio una Coca Cola era consigliata, un piatto di tortellini no. Oppure il culatello era considerato rosso, mentre una Red Bull era consigliata. Tutto questo è paradossale, e penalizza fortemente il Made in Italy e i prodotti di qualità.

La principale ragione per cui il Parlamento Europeo ha bocciato l’etichettatura a semaforo è che la valutazione meccanica non è sufficiente: il contenuto di zuccheri e grassi di un prodotto va commisurato con il consumo che se ne fa, anche perché si tratta di sostanza di cui il nostro corpo ha bisogno nelle giuste proporzioni. Oltretutto, se si applica il concetto meramente quantitativo, si scopre che una bibita gasata industriale con coloranti e conservati è apparentemente più sana di una sogliola: una ha il “verde” l’altra il “giallo”.

Esulta il ministro Maurizio Martina che sottolinea che il governo è sempre stato “in prima linea contro il sistema di etichettatura a semaforo, che penalizza i nostri prodotti agroalimentari di qualità. Lo abbiamo ribadito anche in recenti Consigli dei Ministri europei, con l’appoggio di 15 Paesi”.

Grande soddisfazione anche dell’Eurodeputato Dem e coordinatore per il Gruppo dei socialisti e democratici della commissione Agricoltura Paolo De Castro: “Come Parlamento europeo abbiamo sempre sostenuto la necessità di informare il consumatore. Con il sistema di etichettatura a semaforo oggi nei supermercati inglesi si arriva al paradosso di etichettare con il semaforo rosso il nostro parmigiano reggiano o il nostro olio extravergine d’oliva e con il semaforo verde gran parte dei cibi spazzatura o bevande gassate light”.

Soddisfazione anche di Coldiretti secondo cui questa scelta “salva il 60% del Made in Italy” e molte associazioni dei consumatori, da sempre contrarie a questo sistema di etichettatura che non aiuta il consumatore, ma al contrario lo porta in errore.

 

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