Segreto bancario e 730 precompilato. Sul contrasto all’evasione ora non ci sono più alibi

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Il Capogruppo Pd in Commissione Finanze a Montecitorio, Michele Pelillo: “La direzione scelta dal governo e dal parlamento in materia fiscale è quella giusta, lo dimostrano i numeri”

Da domani non ci sarà più il segreto bancario. L’Agenzia delle entrate potrà accedere ai dati più importanti dei conti correnti degli italiani. È anche da questo strumento, ultimo in ordine di tempo, che passa l’azione del governo per riportare il fisco al centro dell’agenda politica. Se da una parte palazzo Chigi vuole imprimere maggiore fermezza nella lotta all’evasione fiscale, dall’altra vuole semplificare il rapporto tra Stato e cittadini, introducendo ad esempio il 730 precompilato. L’idea di fondo alla base della riforma è avere un fisco più vicino a chi, per errore o per una piccola negligenza, non è in ordine con i conti. E allo stesso tempo, fanno sapere da Palazzo Chigi, usare la mano pesante con chi, invece, evade deliberatamente.

Una filosofia che ritroviamo nei vari decreti attuativi della legge di delega fiscale: penale tributario, sanzioni amministrative, iniziative di semplificazione, possibilità di maggiore rateizzazione nei confronti di Equitalia.

È vero anche, però, che i tempi si sono evoluti e la lotta all’evasione non può essere più portata avanti con i sistemi tradizionali. Per questo si punta sulle nuove tecnologie – come dimostra il 730 precompilato – il segreto bancario azzerato o, ancora, il collegamento tra le banche dati.

Secondo la CGIA di Mestre, la nostra Amministrazione finanziaria è ora finalmente nelle condizioni di non poter più sollevare alcun alibi. L’associazione degli artigiani fa notare come nel nostro Paese l’infedeltà fiscale rimanga ancora un problema, tanto che nel 2015 il fisco ha dovuto effettuare ben 514mila interventi di controllo su scontrini, ricevute, fatture e sui documenti di trasporto delle merci.

Altro aspetto importante nel percorso di contrasto all’evasione, mette invece in evidenza il capogruppo Pd in commissione Finanze a Montecitorio, Michele Pelillo, riguarda i Trattati internazionali. “Mai come negli ultimi due anni – sottolinea – l’Italia li ha sottoscritti in materia fiscale. Un’accelerazione che ha comportato la riduzione dei paradisi fiscali in tutta Europa. Uno su tutti è l’eliminazione del segreto bancario in Svizzera”.

E il giudizio politico del deputato dem sulla lotta all’evasione è netto: “C’è un grande sforzo, premiato dai risultati. La direzione scelta dal governo e dal Parlamento è quella giusta, dobbiamo soltanto insistere. L’Agenzia delle entrate ora è più moderna e all’altezza delle sfide. Anche se siamo all’inizio del percorso – sottolinea Pelillo –, gli evidenti risultati in termini numerici ci incoraggiano a insistere in questa direzione”.

 

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