Se questo è un senatore della Repubblica (al secolo Vito Petrocelli)

M5S
Vito Rosario Petrocelli in aula al Senato durante la discussione del disegno di legge sulle banche popolari. Roma 24 marzo 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Pesanti insulti del “portavoce” grillino nei confronti degli elettori del Partito Democratico

C’è un parlamentare del Movimento 5 Stelle, un senatore per la precisione, che passa le giornate su Twitter ad insultare il Partito Democratico. Fin qui niente di nuovo, ognuno fa il proprio lavoro. La peculiarità di questo senatore, al secolo Vito Pretrocelli da Matera, è di spararle forti, troppo forti, contro chiunque si permetta, insensibile alla religione dello staff di Beppe Grillo e della Casaleggio Associati.

Già un anno e mezzo fa, twittava felice: “Giornalisti, intellettuali blogger, funzionari che sostengono ancora il Pd non meritano comprensione. Sono complici di degrado e povertà”.

Oggi il nuovo attacco, da grande statista: “Chi ancora sostiene il Pd è come chi nel 1925 ancora non era diventato antifascista: un fiancheggiatore del regime”. C’è da augurarsi, per lui, che questi raffinati trattati socio-politici vengano scritti direttamente in qualche ufficio di Milano e poi diramati ai soldati del web. Altrimenti, se sono scritti di suo pugno (forse proprio per scalare le classifiche di gradimento dentro quegli uffici) denotano un modo di fare politica rabbioso e davvero poco rispettoso verso le opinioni altrui.

Ma tant’è. Un senatore della Repubblica (tanto dileggiata in pubblico ma tanto amata quando serve) è protetto dall’immunità parlamentare e può dire ciò che vuole, vero?

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