Se la scienza diventa uno show televisivo

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Il deprimente panorama televisivo del nostro tempo si arricchisce di una fattispecie davvero odiosa: il talk tra personaggi di vario tipo su temi ad alto tasso di specificità scientifica. Come per i vaccini (vedi Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori), ma non solo

Succede che una delle scoperte più importanti dell’umanità, i vaccini, venga messa in discussione. Succede che il numero di morti evitabili, soprattutto tra i più piccoli, torni a crescere. Succede che, per la prima volta nella storia si assista, nel 2015, a un calo dell’aspettativa di vita. Tutto questo succede in Italia. Dove però, ormai da anni, sta succedendo anche un’altra cosa. Che, se ci pensiamo, è davvero inspiegabile.

Ossia che la scienza, nell’epoca del regime degli ascolti televisivi e dei clic dei ‘leoni da tastiera’, sia diventato un vero e proprio show, in cui ad esprimere la propria opinione su argomenti estremamente delicati e che richiedono un alto grado di preparazione e di istruzione specifica, sia gente che questa preparazione non ce l’ha. Perché non ha nessun titolo per parlare di certe cose. Con la sgradevole controindicazione, però, che ciò che dice (o molto spesso professa, come se fosse appunto, stessimo parlando di una professione di fede) finisca per arrivare nella case di milioni di persone che, in media ancora più impreparate, finiscono per farsi un’idea anche sulla base di questi inutili e dannosi dibattiti affidati al primo che passa.

Abbiamo fatto riferimento al tema dei vaccini perché oggi, se parliamo di scienza e di salute, è il tema caldo. Negli ultimi anni sono state diffuse centinaia di tesi a proposito. Delle vere e proprie leggende secondo cui le vaccinazioni obbligatorie provocherebbero alcuni effetti collaterali drammatici, come l’autismo, l’insorgere di malattie incurabili e, in alcuni casi, anche la morte. Tutte tesi smentite dalla stragrande maggioranza degli esperti e dei medici, ma troppo spesso surrogate da personaggi di vario tipo.

L’ultima, sconsiderata, interpretazione televisiva è stata quella di Red Ronnie, la cui “tirata” contro i vaccini, perpetrata negli studi della Rai durante la trasmissione Virus, ha fatto molto rumore. Il ‘noto’ dj e conduttore tv ha definito “una follia obbligare i bambini a vaccinarsi” e ha inanellato tutta una serie di pericolose e false affermazioni sul tema: dalle morti bianche alla poliomelite, dal tetano all’allattamento materno fino al vaiolo e alla già citata leggenda sull’autismo.

Certo, il contraddittorio in studio non mancava. C’era Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Coscioni, c’era Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, ma questo non è bastato. In primo luogo perché ovviamente, in una trasmissione televisiva, è sempre difficile trovare il tempo per spiegare nel dettaglio la correttezza di alcuni principi per loro natura complicati, mentre è molto più semplice spararla grossa, cercare di alzare l’asticella con dichiarazioni ad effetto che, purtroppo, arrivano molto più facilmente alle tante persone che distrattamente stanno guardando la televisione. In secondo luogo, e questo è molto più importante, perché è assurdo in sé pensare di costruire un contraddittorio televisivo su temi ad alto livello di specificità scientifica.

E questo, in Italia, non riguarda solo la questione vaccini ma purtroppo è un’abitudine assai radicata. Ogni volta che un tema di stretto ambito scientifico e accademico diventa un minimo ‘popolare’, scatta la ricerca al confronto in tv, meglio se tra estremisti. Succede con i vaccini, è successo in passato con molti altri temi di natura medica, dalle malattie incurabili (su cui un’autorità in materia pare essere diventata Eleonora Brigliadori) alle epidemie mondiali, dall’alimentazione alla chirurgia estetica. Più i personaggi (noti o meno noti) cercano visibilità con questa o quella battaglia, ancora meglio se utilizzando i social network per diffondere il loro verbo ideologico, più diventano il soggetto perfetto per andare a riempire le poltroncine scolorite del talk show di turno.

Parallelamente, più un tema diventa di massa, più quelle poltroncine vuote vengono riempite da altri personaggi, il più delle volte ancora più improbabili e impreparati dei pasdaran sopra citati. Magari con una bella litigata in tv o, perché no, un paio di schiaffoni (come successo a Domenica Live dove il dietologo-farmacista dei vip è stato preso a sberle dalla mamma di una ragazza obesa dopo che l’aveva definita “cicciona, guarda il video). Tutto, insomma, per fare un po’ di sensazionalismo in più, qualche telespettatore in più, molta informazione in meno. Se non stessimo parlando di cose drammaticamente serie, ci sarebbe da farsi una risata e infischiarsene. Ma purtroppo non è così.

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