Se la lotta alla droga passa per la chiusura delle discoteche. E il web si scatena

Interni
11781617_10153513980397760_4737408248882312832_n

Dopo la morte del sedicenne per ecstasy scatta il pugno duro della questura contro il Cocoricò

Dal ballo allo sballo. Dall’ecstasy alla morte. Il locale chiude. E tutti a protestare. Una sequenza lineare in cui più di qualcosa non torna.

La brutta storia della morte di un ragazzo di sedici anni dopo una notte di divertimento e un’overdose di ecstasy colpisce l’opinione pubblica e la protesta corre sul web. La reprimenda della Questura di Rimini nei confronti del Cocoricò, popolare locale di Riccione che dovrà restare chiuso per quattro mesi e la conseguente protesta cha sta montando sul web, lascia perplessi.

Il provvedimento, adottato dal questore di Rimini in base all’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, parla di “necessità di contrastare gli aspetti devianti”, di “tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica, la moralità, il buon costume e la sicurezza dei cittadini, anche quelle percezioni, assunte dalla maggioranza dei cittadini in ordine a concetti etici e morali”, oltre che di tutela ai minorenni, più fragili e vulnerabili e soggette, ben più di altre, a sfruttamento ed abusi da parte di altri soggetti”.

Fabrizio De Meis, general manager del Cocorico‘ in conferenza stampa a Roma ha commentato la misura denunciando: “Chiudere un’azienda per quattro mesi, soprattutto in questo periodo, significa decretarne la chiusura definitiva”. “Duecento famiglie si troveranno senza lavoro, senza che questo significhi aver combattuto davvero lo sballo e la droga. E  aggiunge: “Io mi auguro che si trovi una soluzione prima che sia troppo tardi. Noi abbiamo proposto di fare un tampone a chiunque entra nel locale. In caso contrario”, se non c’e’ uno stop alla sospensione, “dobbiamo alzare bandiera bianca”.

In effetti viene da domandarsi come mai venga chiuso solo quel locale. E solo dopo la morte di un giovane. Visto che, purtroppo, la diffusione delle sostanze illegali avviene ovunque ci sia della potenziale clientela. Insomma ci si chiede: se sia giusto penalizzare un locale per il comportamento dei suoi ospiti.

La pensa così lo speaker Radio Globo Gabry Venus che sul caso spiega: “La discoteca è semplicemente un contenitore. Inoltre i controlli e i provvedimenti  non possono arrivare solo dopo un episodio così grave. La questione vera è come mai un ragazzo senta l’esigenza di fare uso di queste sostanze per completare il divertimento della serata.”

Colpisce, però, la pronta reazione del popolo delle piste che nel giro di poche ore si è organizzato per salvare il locale. Ognuno con la soluzione pronta: dall’uso dei cani antidroga ai controlli sulla maggiore età per chi entra. Sulla pagina face book del locale c’è chi non usa mezzi termini: “Con tutto il rispetto per il ragazzo, ma davvero pensate che la chiusura del locale risolva la questione ecstasy????…….Spero che il Cocoricò espatri in lidi dove la meschinità non sia di casa……qui ci meritiamo solo il nulla……chi lo scrive ha 52 anni”. Oppure: “Ma quindi se uno si fa pesante, va al supermercato, e muore al supermercato, chiudono il supermercato per 4 mesi?”. Tra i tanti post  spiccano i messaggi diretti allo staff:  “Solidarietà per quelli che ci rimetteranno di più: tutto lo staff del Cocoricò!! A presto!”.  Insomma  pare che in questi giorni di estate tutto possa accadere ma che nessuno tocchi il divertimento.  Costi quel che costi.

Vedi anche

Altri articoli