Se il bicameralismo blocca le leggi: ecco i testi fermi in Parlamento

Parlamento
Un momento nell'aula del Senato durante l'esame dei disegni di legge in materia di unioni civili. Roma 10 Febbraio 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Quasi un anno: è la media per l’approvazione di una legge, anche se alcuni testi – come quello sulla prescrizione – è fermo da oltre 400 giorni

La media per le proposte di legge di iniziativa parlamentare è di quasi un anno: 227 giorni per il Senato, 308 giorni per la Camera. Non va molto meglio per quelle di iniziativa governativa che mediamente restano circa 60 giorni per ogni Camera, quelle regionali superano generalmente i cento giorni, mentre quelle di iniziativa popolare a Montecitorio possono sfiorare anche i 300 giorni (in Senato la media scende a 71)

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(fonte: Senato)

Sono questi i tempi per l’approvazione di una legge in Italia; tempi lunghissimi a causa soprattutto del sistema bicamerale che prevede che una proposta o un disegno di legge venga approvato da entrambi i rami del Parlamento. In caso di modifiche apportate dopo una prima approvazione, il testo è destinato, una volta approvato anche dall’altra Camera, a tornare alla Camera di provenienza per una terza approvazione e così finché non si arriva all’ok definitivo al medesimo testo: è la famosa “navetta”.

Molte sono le leggi che sono ferme da mesi – in particolare a Palazzo Madama – e che rischiano di restare ancora a lungo bloccate a causa di un iter farraginoso. Eccone alcune tra le più importanti.

Concorrenza

Il testo prevede una serie di liberalizzazioni, dalle assicurazioni auto all’energia, dalle banche ai taxi. Prevede inoltre lo stop al monopolio di Poste sulla distribuzione delle multe e delle contravvenzioni o incentivi per l’incremento della concorrenza nella distribuzione farmaceutica. È stato proposto dal ministero per lo Sviluppo economico e approvato dal Consiglio dei ministri il 20 febbraio 2015. Approvato alla Camera il 7 ottobre 2015, il testo è attualmente in commissione Industria a Palazzo Madama dove è rimasto fermo per più di un mese. L’esame è ripreso oggi, ma il testo ha già subito delle modifiche in seguito a una serie di emendamenti e dovrà quindi tornare alla Camera dopo l’approvazione a Palazzo Madama.

Reato di tortura

Una legge prevista dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984 e che in Italia ancora non esiste. Il ddl è stato approvato alla Camera il 9 aprile 2015. Sono 30 anni che l’€™Italia aspetta di avere una legge, ma ora il testo dovrà tornare al Senato per essere approvato in via definitiva. Per chi tortura è prevista la reclusione da quattro a 10 anni. Se a commettere il reato è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio la pena è aggravata da cinque a 12 anni.

Omofobia

A firma del sottosegretario Ivan Scalfarotto, il disegno di legge per il contrasto all’omofobia e alla transfobia, sotto forma di un testo unificato, è stato approvato il 19 settembre del 2013. Il ddl è poi passato nel giro di pochi giorni a Palazzo Madama, dove è stato assegnato alla commissione Giustizia, ma l’iter non procede e al momento non è prevista la calendarizzazione. La legge è attesa da tempo dalla comunità lgbt perché introduce un reato che attualmente non esiste e prevede una serie di in caso di discriminazione e istigazione all’odio e alla violenza omofobica.

Prescrizione

Insieme alla riforma del processo penale, il ddl sulla prescrizione è l’altra grande proposta di legge che andrebbe a completare la tanto attesa riforma della giustizia, ma è ferma da oltre 400 giorni. Presentato il 18 marzo 2015, il testo è stato assegnato alla commissione Giustizia del Senato l’8 aprile dello stesso anno e l’esame è iniziato lo scorso 4 maggio.

Codice della strada

Il testo, che prevede una serie di modifiche alla vigente legislazione in materia di circolazione stradale, è stato approvato alla Camera il 9 ottobre 2014 e trasmesso il 13 ottobre al Senato e successivamente assegnato alla commissione Lavori pubblici il 17 ottobre. L’esame in commissione è iniziato solo pochi giorni fa, il 10 maggio.

Ius soli

Una legge molto attesa, pur dividendo l’aula di Montecitorio, che infine è stata approvata con il voto contrario di Lega, Fdi e Forza Italia e l’astensione del Movimento 5 stelle. Il testo, che prevede l’introduzione di una serie di diritti per i figli di stranieri nati o arrivati in Italia da bambini, è però ancora fermo in Senato dopo il primo sì arrivato dalla Camera il 13 ottobre 2015.

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