Scontro tra treni: primi indagati per disastro e omicidio colposo. Sabato i funerali delle vittime

Trasporti
scontro-treni-puglia-818235

Oggi pomeriggio il presidente Mattarella renderà omaggio al Policlinico di Bari alle vittime della sciagura

A due giorni dal disastro ferroviario in Puglia con 23 morti, compaiono i primi nomi sul registro degli indagati.  Si tratta dei due capistazione di Corato e Andria, peraltro già sospesi in giornata in via cautelativa dal servizio su decisione della direzione di Ferrotramviaria spa.

Un atto scontato, ma sembra che i loro nomi siano soltanto i primi messi nero su bianco in serata dai magistrati del pool costituito nella Procura di Trani. L’inchiesta – nell’ambito della quale si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario – deve accertare tre aspetti: la dinamica, le responsabilità e il perchè dei ritardi nell’ammodernamento della linea che dopo Ruvo di Puglia, verso Nord, è ancora a binario unico. In relazione a tutti questi aspetti l’elenco degli indagati non può che allungarsi.

Intanto ieri sono state completate le procedure di riconoscimento ufficiale delle salme delle vittime della tragedia ferroviaria. Il bilancio provvisorio è di 23 vittime accertate e di 23 feriti. Tra i morti anche anche i macchinisti dei due treni, Luciano Caterino, 37 anni, originario di Corato, e Pasquale Abbasciano. Ha perso la vita anche il capotreno del 1016, Albino De Nicolo, mentre è rimasto ferito il capotreno del 1021, Nicola Lorizzo. I vigili del fuoco hanno concluso le operazioni di recupero tra i rottami: la linea ora è sgombra e non sono stati trovati altri resti umani.

Il dolore per le perdite però non si attenua e anzi sta montando il sentimento di rabbia dei parenti delle vittime che stamani all’esterno dell’istituto di Medicina patologica del Policlinico di Barihanno urlato: “Assassini, siete degli assassini, i nostri cari non torneranno mai più”. “Per evitare scene di strazio pubblico e per consentire loro di stare più tranquilli”, spiega il professore Francesco Introna, direttore dell’istituto di Medicina legale, “stiamo facendo accomodare i parenti in una aula dell’istituto” dove ci sono bevande fresche e aria condizionata.

“Non ho mai visto nulla del genere, sui corpi c’erano ferite tali da non potere essere guardate”, ha commentato invece il responsabile di pronto soccorso del 118 sul luogo dell’incidente, Mino Cannito. “I medici, i volontari e tutta la macchina dei soccorsi – ha concluso Cannito – ha funzionato alla perfezione e il resto lo hanno fatto i volontari e i tanti che hanno donato il loro sangue, fra cui, ieri, il viceministro, il suo sangue gruppo zero è stato utile e il suo è stato un gran gesto di cortesia istituzionale”.

Il sindaco di Corato, Massimo Mazzilli, ha ordinato il lutto cittadino fino al giorno dei funerali delle vittime del disastro ferroviario che si terranno sabato. Mentre oggi pomeriggio il presidente Mattarella renderà omaggio al Policlinico di Bari alle vittime della sciagura. 

Oltre all’inchiesta della procura di Trani c’è un’altra indagine di tipo amministrativo ed è condotta dalla Ferrotramviaria, la società che gestisce il tratto dove è avvenuto il drammatico scontro tra due treni in Puglia.

Massimo Nitti, direttore generale della Ferrotramviaria, ha promesso chiarezza e si è messo a disposizione delle autorità: “Non abbiamo mai pensato di far camminare non in condizione di sicurezza, abbiamo fatto tutto ciò che potevamo. I viaggiatori sono il nostro patrimonio. È una tragedia immane. Quello è l’unico tratto in cui è attivo il consenso telefonico per regolare gli incroci. I macchinisti non si potevano vedere perché si sono trovati faccia a faccia all’uscita da una curva. E forse non hanno fatto in tempo a frenare. I treni credo procedevano al massimo della velocità. Il treno che veniva da Corato si è trovato di fronte l’altro treno quando non poteva fare nulla. Abbiamo messo a disposizione dell’autorità giudiziaria tutti i registri della comunicazione perché vogliamo sia fatta chiarezza”, ha spiegato Nitti.

A promettere chiarezza sulla vicenda anche il ministro dei Trasporti Graziano Delrio intervenuto per un’informativa sull’incidente nell’aula di Montecitorio garantendo “tutto il nostro impegno al fianco dei magistrati e della Regione Puglia che non lasceremo sola”. Il ministro ha voluto ricordare anche le tantissime persone che si sono mosse per donare il sangue. In sole 24 ore sono state raccolte 2724 sacche di sangue, quasi il triplo rispetto alle 464 unità raccolte in media ogni giorno nella regione. “La risposta maggiore delle donazioni – ha spiegato il coordinatore del centro regionale sangue della Puglia, il medico Michele Scelsi – si è avuta nei luoghi vicini alla strage, ma anche a Barletta e Bari dove le strutture sanitarie sono state prese d’assolto dai donatori che hanno dovuto aspettare fino a quattro ore pur di donare sangue. Nella mia struttura, nell’ospedale San Paolo – sottolinea Scelsi – sono spontaneamente tornati dalle ferie medici, infermieri e ausiliari”.

Prima di iscrivere i nominativi dei dipendenti di Ferrotramviaria, il procuratore Francesco Giannella ha costituito un pool di quattro magistrati che assieme a lui indagherà in ogni direzione. “Dobbiamo scandagliare ogni possibilità – ha spiegato il pm – anche per non fare l’errore di fermarci a quello che è accaduto”. L’unica cosa certa è che i due treni non hanno neanche cercato di frenare. A fare chiarezza sulle cause potrebbe essere la scatola nera che i soccorritori hanno trovato scavando con due escavatori e una gru che hanno rimosso pezzi di lamiere aggrovigliate e sedili sradicati.

 

 

Vedi anche

Altri articoli