Renzi: “L’anima della manovra è il sociale” ma è scontro sulla sanità

Legge di Stabilità
Il Presidente del consiglio Matteo Renzi a Palazzo Chigi durante la conferenza stampa al termine del CdM, Roma 15 Ottobre 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

E’ attesa per oggi o domattina al più tardi la trasmissione al Parlamento del testo definitivo della manovra.

Rischio di aumenti per tasse e ticket in otto regioni: a una settimana dall’approvazione della legge di Stabilità in Consiglio dei ministri, proseguono sia le limature che le critiche, in particolare sul tema tasse e sanità.

Nell’attesa di leggere i contenuti nero su bianco, il presidente del Consiglio Matteo Renzi però – tramite la sua enews – rassicura sul fronte più caldo, quello delle tasse: “A chi dice che aumenteremo altre tasse, dico che nel 2016 nessun comune o regione le potrà alzare rispetto al 2015, per legge”. E ribadisce l’intenzione di varare una misura che impedisca agli amministratori locali di alzare le tasse. Ma il presidente del Piemonte e della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, che ha rassegnato le proprie dimissioni a causa della situazione del bilancio del Piemonte, ha chiesto al governo di chiarire il finanziamento e ha espresso dubbi in proposito: “Non credo che sia possibile” inserire nella legge di Stabilità una misura per impedire alle Regioni e ai Comuni di aumentare le tasse. “Al massimo – osserva – può esserci una moral suasion… Di certo nessuno di noi ha intenzione di alzare le tasse”.

In ogni caso, Renzi insiste: “Vi ricordate una legge finanziaria del passato con una riduzione di tasse di questo genere? Ditemelo, vi prego. Se ve la ricordate, ditemelo. Io non me la ricordo”. Il premier sostiene che l’anima della legge di Stabilità ” è l’investimento nel sociale: soldi in più – spiega – contro la povertà (più 700 milioni rispetto al 2015), soldi in più per il sociale, dall’autosufficienza al dopo di noi (più 200 milioni rispetto al 2015), soldi in più per la sanità (più un miliardo rispetto al 2015), soldi in più per famiglie e bambini (più 400 milioni rispetto al 2015). La forza dei numeri dimostra che la realtà è più forte delle fantasie dell’opposizione”.

Intanto Confindustria si dice convinta che la manovra avrà un “impatto positivo pari allo 0,3% del Pil il prossimo anno”.

Il blocco dell’aumento delle tasse locali previsto in legge di Stabilità nel 2016 varrà per tutti “fatta eccezione per situazioni straordinarie legate all’addizionale regionale per le regioni in eventuali disavanzi sanitari”. Lo ha precisato il sottosegretario all’economia, Enrico Zanetti. “Questo è uno spazio – ha spiegato Zanetti – che deve essere lasciato aperto ove ci siano dei problemi legati alla gestione della sanità. Su tutte le tasse locali c’è un blocco assolutamente significativo, ma sull’addizionale regionale c’è questo ragionamento e se alcune Regioni avranno mal gestito i loro fondi si troveranno a caricare i cittadini”.

Altro nodo da sciogliere stando alle ultime versioni della manovra riguarda la pubblica amministrazione: il turnover per il triennio 2016-2018 diminuisce, scendendo al 25% della spesa del personale pensionato l’anno precedente. Una percentuale più bassa sia rispetto alla situazione attuale. Il Governo si appresta anche a rivedere i tetti per gli stipendi dei manager delle partecipate, con la definizione di tre fasce e fatto salvo il limite massimo dei 240 mila euro annui.

Stoccata, invece al M5S sulle polemiche riguardanti il gioco d’azzardo: “Da qualche giorno – scrive il presidente del Consiglio su enews – i deputati 5 Stelle accusano il governo di favorire la ludopatia. Cioè di agevolare il gioco d’azzardo e la slot-mania. Al punto che, questa e’ la tesi dell’accusa, il governo avrebbe intenzione di mettere a gara ventiduemila licenze per i giochi. Non entro nel merito della battaglia antiludopatia che insieme ad altri stiamo facendo da molto tempo. Mi limito alla realt. Ventiduemila sono, più o meno, i punti gioco aperti oggi (non tutti regolari, al momento). Con il nostro governo saranno ridotti a quindicimila. E segnatamente i bar con le macchinette verranno ridotti: da seimila potranno essere al massimo mille”. Per il premier “la verità è semplice: noi stiamo riducendo i punti gioco in Italia e combattendo cosi’ l’azzardo. Chi dice il contrario mente. E non è che se lo dice il Blog dell’Elevato (in arte Beppe Grillo) diventa vero. La realtà è più  forte delle balle a cinque stelle”.

Infine, nella e-news, Renzi ha replicato anche alle critiche della minoranza dem: “A quella parte del Pd che contesta sempre, a prescindere, vorrei domandare: cosa è più di sinistra? Litigare su mille euro di contante o mettere finalmente le risorse sul sociale e sulla povertà? E a chi dice che stiamo agevolando l’evasione – sottolinea – vorrei ricordare che noi siamo il governo che ha fatto accordi con Svizzera, Vaticano e Lichtenstein per riportare in modo corretto capitali (oltre 75mila domande, ad oggi). Siamo il governo che ha alzato le pene per corruzione e riciclaggio. Siamo il governo che ha fatto partire la fatturazione elettronica e la dichiarazione dei redditi precompilata”.

La manovra dovrebbe approdare in Parlamento oggi quando Matteo Renzi sarà già in Cile per una missione in Sudamerica insieme alle imprese italiane.

Intanto ieri dai microfoni del Tg2 Renzi ribadiva: “Le critiche fanno parte del gioco, l’importante è la realtà dei fatti: le tasse vanno giù e in Italia abbassare le tasse è un dovere morale”.

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