Scontro Saviano-Salvini: “Sei un disperato”, “Saluti al ricco scrittore”

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Matteo Salvini dopo l’intervista-comizio a Ponte di Legno ribadisce la propria linea e rispedisce al mittente le critiche ricevute

Matteo Salvini dopo l’intervista-comizio a Ponte di Legno in cui indossando una maglietta della polizia ha rilasciato dichiarazioni politiche dal solito sapore populista decide di non mollare ma anzi raddoppia, nonostante le critiche e la presa di distanza delle forze dell’ordine.

In una intervista a Repubblica ribadisce che è pronto a recarsi negli hotel che ospitano migranti per sgomberarli sostenendo che non è reato: “Reato è mantenere un clandestino per un anno, pranzo e cena. La storia insegna che il popolo può opporsi a delle ingiustizie. Quindi pacificamente individueremo le strutture e agiremo, ridandole in mano agli italiani”, “se le cose vanno avanti m questo modo, con il lassismo dei Renzi Alfano e Boldrini, allora per davvero si incita la gente alla giustizia fai da te. Cosa che non mi auguro”, “sono i numeri a dire che gli italiani non fanno figli e che etnicamente vengono sostituiti dagli stranieri. Nel 2015 sono espatriati 107mila italiani e nel nostro Paese sono sbarcate 140mila persone: nell’arco di qualche anno hai cambiato connotazione all’Italia”.

Non solo, Salvini affida a Facebook e Twitter la sua replica alle parole dello scrittore Roberto Saviano: “Mi fanno sorridere gli insulti di Roberto Saviano. Sulla sua pagina FB scrive che io vorrei un’Italia dove ci siano libertà di tortura, di abuso e di violenza, scrive che la Lega prende voti ‘nelle sacche disperate di ignoranza’ e che io commetto un reato, scrive che ‘poliziotti violenti’ generano corruzione e disordine. Fra le guardie e i ladri, io sto con le guardie. Saluti al ricco scrittore, scortato da tanti pazienti Poliziotti”.

Saviano aveva ironizzato sull’abbigliamento scelto dal leghista “Vedere politici italiani in divisa fa sempre ridere – scrive – Sembrano bambini che si vestono da Zorro per Carnevale”, e poi aveva criticato l’uso dell’espressione “mano libera” in riferimento alle forze dell’ordine. “Quel ‘mano libera’ significa insinuare che sarà tollerato andare ‘oltre la legge’, che ci sarà diritto alla tortura e copertura di ogni abuso e ogni violenza.

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