Scontro nella sinistra sull’appello dei tre sindaci. Cofferati: “Il centrosinistra è morto”

Sinistra
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia durante la presentazione del Bilancio di responsabilità' sociale della procura di Milano, 11 novembre 2015. 
ANSA / MATTEO BAZZI

Fratoianni respinge al mittente il messaggio di Pisapia, Zedda e Doria: “Il centrosinistra non c’è più”. Ma tra Pd e Sel c’è un’area che si muove per riaprire il dialogo

“Un contributo importante verso il quale nutriamo rispetto e interesse”: quando si definisce così un documento politico, nella maggior parte dei casi, è perché se ne vuole prendere subito le distanze. E non fa eccezione Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale di Sel, nel commentare l’appello pubblicato oggi dai sindaci Giuilano Pisapia (Milano), Massimo Zedda (Cagliari) e Marco Doria (Genova). Secondo lui, infatti, a raccogliere l’invito non deve essere la nuova Sinistra Italiana, dentro cui il partito di Vendola è confluito, bensì Renzi e cambiare “di conseguenza la sua agenda di governo”.

Per Fratoianni, infatti, “il tema delle alleanze non può essere posto in maniera astratta. Dico ai tre sindaci che la ragione per cui la destra avanza ha poco a che fare con l’alleanza e molto a che fare con le scelte politiche che la cosiddetta sinistra prende, e che sono scelte politiche di destra”. Quindi, la constatazione politica: “Ad oggi il centrosinistra nazionale non c’è più e le posizioni del governo Renzi sono politiche di destra. Noi siamo in campo contro questa politica”.

E anche Sergio Cofferati, nel suo blog su Huffington Post, ci va giù duro: “La stagione del centro sinistra in Italia è, secondo me, finita, e occorre dirlo con la dovuta nettezza e chiarezza. È finita perché il Partito Democratico ha cambiato composizione, natura ed elementi valoriali. Il Partito Democratico, erede della tradizione della sinistra riformista italiana, è semplicemente diventato un’altra cosa”.

Parole che confermano la linea assunta da Sel riguardo alle elezioni amministrative, che contrasta non solo con l’appello odierno, ma anche con la decisione di Pisapia di avallare il regolamento e – quindi – la partecipazione alle primarie di Milano. Per i vertici nazionali, infatti, la candidatura di Sala (con la sua possibile vittoria) basterebbe a tirarsi fuori dal centrosinistra anche lì, confermando la strada già intrapresa a Torino, Roma e Napoli. Partecipare alle primarie, invece, comporterà il sostegno al vincitore in vista delle amministrative. Anche se dovesse essere il commissario di Expo il candidato. A meno che non si decida di fare come in Liguria, dove – si ricorderà – Sergio Cofferati non accettò l’esito dei gazebo e si schierò contro Raffaella Paita, facilitando la vittoria del centrodestra guidato da Giovanni Toti. Ma non sembra un comportamento nello stile di Pisapia e anche Alfredo D’Attorre, intervistato da Unità.tv, sembra escludere questa ipotesi.

Ma se Fratoianni chiude la porta in faccia ai tre sindaci (e con lui anche Pippo Civati), le parole di Pisapia, Zedda e Doria rafforzano un’ampia area dialogante a cavallo tra Sel e Pd, che proprio sullo spirito ulivista e sulla ricostituzione di un centrosinistra unitario sta cercando di trovare basi comuni. Claudio Fava e Dario Stefano, dentro Sel, Gianni Cuperlo, Enrico Rossi, Michele Emiliano e il candidato alle primarie milanesi Pierfrancesco Majorino (su sponda Pd) hanno infatti subito plaudito all’appello. Ed è probabile che all’iniziativa della minoranza dem di sabato prossimo, il tema venga risollevato come una delle bandiere di quell’area. “Dopo le buone notizie del via libera alle primarie a Milano e della lettera dei sindaci di oggi – spiega Davide Zoggia – il nostro augurio è che non solo dal nostro appuntamento a Roma, ma anche dalla Leopolda venga una spinta nella direzione di una scelta di campo chiara all’interno del centrosinistra”.

Anche all’interno della maggioranza del Pd, comunque, le reazioni all’appello dei tre sindaci sono positive. Per Ettore Rosato, dalla ricostruzione del centrosinistra deve arrivare “l’alternativa al cattivo governo che sta esprimendo il Movimento 5 stelle nelle poche città in cui governa”. Mentre Matteo Orfini affida a Twitter il suo commento.

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