Scontri tra Grecia e Macedonia, i migranti sfondano la barriera

Immigrazione
epa05182245 Migrants wait in the refugee camp at the buffer zone of the Greek-FYROM border, near the border village of Idomeni, northern Greece, 26 February 2016. The Greek government will proceed with a temporary plan to limit the refugee flow from the islands for the weekend. The aim is to give the necessary time in order to develop new temporary hosting facilities for refugees and migrants in Attica and other regions of the country.  EPA/NIKOS ARVANITIDIS

Tensione con la polizia macedone dopo che i profughi hanno buttato giù la recinzione. “Continuare a costruire muri è un atto crudele e illusorio”, ha commentato l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein

Sono stati circa 300 i profughi siriani e iracheni che hanno buttato giù con un palo di acciaio le recinzioni con il filo spinato innalzate dalla Macedonia al confine con la Grecia. La situazione era particolarmente tesa questa mattina, dopo che i migranti esasperati erano in attesa da giorni al confine dopo la decisione della Macedonia di limitare a circa 580 il numero massimo giornaliero di migranti in entrata sul proprio territorio (decisione adottata da numerosi governi balcanici).

I profughi – molte donne e bambini – sono riusciti a superare la frontiera tra i gas lacrimogeni e le bombe assordanti lanciate dalle forze dell’ordine macedoni e hanno poi occupato per protesta i binari della ferrovia.

In mattinata la polizia greca aveva segnalato che più di 7.000 rifugiati (un numero quattro volte superiore alle capacità dei campi allestiti per la prima accoglienza) erano ammassati a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia.

I governi devono assumersi la responsabilità per la protezione dei rifugiati, piuttosto che adottare restrizioni al confine disumane e irrealistiche: è il monito dell’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein lanciato oggi in apertura di una riunione del Consiglio a Ginevra, cui hanno partecipato ministri e diplomatici stranieri. “Continuare a costruire muri più alti per impedire il passaggio di questi disperati è un atto crudele e illusorio”, ha detto il commissario, ricordando come una serie di misure restrittive lungo la rotta migratoria dei Balcani ha lasciato più di 25.000 migranti e rifugiati bloccati in Grecia. “Le politiche restrittive stanno creando una pressione insostenibile  sui paesi confinanti le aree di conflitto, che non possono far fronte da soli a questa situazione”, ha denunciato ancora.

Nel frattempo anche nella tendopoli più grande della Francia è iniziato lo sgombero, partendo dal settore meridionale della Giungla di Calais dove i bulldozer hanno dato il via all’abbattimento delle baracche costruite dagli immigrati che ora si stanno spostando verso altre zone del campo. La polizia ha ordinato ai migranti di lasciare volontariamente la zona, minacciando di intervenire con la forza. Due bulldozer e circa 20 persone hanno cominciato a smantellare decine di baracche di fortuna.

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