Scontri a Bologna, per Salvini obiettivo raggiunto

Lega
Un momento delle contestazioni dei centri sociali che protestano per la presenza del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini e di Silvio Berlusconi a  Bologna, 8 novembre 2015.ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Scontri e manifestazioni contro il raduno leghista. Salvini: “Non chiediamo permesso alle zecche”

Matteo Salvini ci sperava, voleva che la sinistra antagonista contestasse la manifestazione da lui indetta. E così è stato, gli scontri di oggi mascherano l’insuccesso della 3 giorni di blocco dell’Italia proclamata dal leader leghista. Sì perché la 3 giorni di blocco del paese si è trasformata in una manifestazione di truppe cammellate, partecipata sì, ma un insuccesso rispetto ai proclami dei mesi passati.

Così a Salvini resta la carta della vittima e dello scontro contro la sinistra: “Non è normale che per manifestare in una piazza bella di una città aperta, libera, democratica e generosa si debba chiedere il permesso a qualche zecca da centro sociale che di notte danneggia una linea ferroviaria lasciando a piedi decine di migliaia di persone. Spero che qualcuno finisca in galera e che ci sia una ferma condanna da parte di tutti”.

Scontri si prevedevano alla vigilia e scontri sono stati, centinaia di attivisti della sinistra antagonista sin dalla mattina hanno occupato ponte Stalingrado e poi marciato in diversi cortei per la città. Naturalmente il tutto condito da scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine a presidio della “zona rossa”. Il bollettino al momento è di due attivisti fermati, un funzionario della polizia ferito e parecchi contusi sia tra le forze dell’ordine che tra gli attivisti.

Naturalmente il leader leghista non fa nulla per stemperare gli animi e dal palco rincara la dose: “Sgombereremo i centri sociali con il sorriso, dopo i campi rom“.

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